La storia di Ciccio-Sherman alimenta ancora polemiche. A raccontarla, dopo la decisione del Tar di accogliere il loro ricorso, è proprio l'associazione animalista - Ekos Pet onlus - che attende ora la data del 9 novembre per conoscere la decisione dei giudici amministrativi. Il Tar aveva infatti accolto il ricorso dell'Ekos Pet condannando il Comune di S. Vittore al pagamento delle spese della fase cautelare (circa 2000 euro) per l'adozione di un cane.

«Il cane chiamato prima Ciccio, poi Sherman, nel 2015 è stato chiesto in adozione dalla nostra associazione per conto di una signora che vive in Germania - spiegano gli animalisti - E dopo i riscontri l'abbiamo ritenuta più che idonea. Il Comune ci ha subito risposto con un diniego, giustificato solo dal fatto che la signora fosse di nazionalità tedesca. Le nostre garanzie non sono bastate. Il cane è stato tenuto in un canile (sottoposto a sequestro per maltrattamenti animali dal 2007 al 2011) fino a dicembre 2016. Poi è stato affidato a una famiglia di S.Vittore e collocato in un box. L'animale ha solo tre zampe e ha difficoltà motorie: con la signora tedesca avrebbe avuto l'assistenza dovuta. Non riteniamo legittima, ai fini dell'incentivazione delle adozioni, la convenzione del Comune che prevede l'adozione solo a sanvittoresi».