Una struttura colpevolmente abbandonata a se stessa. Da anni. Parliamo dell'Ipab "Rodilossi", edificio sul quale il movimento civico "Alatri in Comune" continua la sua battaglia pubblica per un suo pieno recupero.
Denunce su denunce non hanno mai sortito l'effetto sperato: il degrado che avvolge il palazzo sembra inarrestabile. Sia all'interno che all'esterno prevale il senso di disfacimento: ultimamente, pezzi di cornicione sono precipitati a terra dalla parte superiore, mentre i garage sono "utilizzati" come luogo per lasciare rifiuti di ogni sorta. Non dimentichiamo inoltre che, nel passato, nelle stanze interne dell'Ipab si sviluppò un incendio, i cui responsabili non sono mai stati individuati. Insomma, senza l'adeguata manutenzione e dei controlli, il vecchio "Rodilossi" si è trasformato, come si dice in questi casi, in terra di nessuno. E i danni riportati sono facilmente immaginabili, quando si pensa all'azione dei vandali. Ricordiamo che prima della chiusura definitiva, l'Ipab era diventata la sede della cooperativa "Emmaus" che vi aveva impiantato, oltre agli uffici, anche un centro assistenziale: finita quell'esperienza, il palazzo è stato chiuso e mai più utilizzato. "Alatri in Comune" torna quindi a sollecitare la Regione Lazio e l'amministrazione comunale locale per avviare un serio progetto di rivalutazione dell'Ipab "Rodilossi", dando alla struttura un futuro che si possa tradurre in un riuso di uno spazio che potrebbe essere destinato a diverse attività.