Due partite agli opposti. Se quella di domani al Comunale con il Cittadella non desta preoccupazioni per l'ordine pubblico, tanto che non sono previste chiusure di strade, ma solo divieti di sosta, ben diverso è il discorso per il match di sabato prossimo a Bari. La gara è stata inserita dall'Osservatorio sulle manifestazioni sportive tra quelle a rischio.

La decisione, per uno strano scherzo del destino, è praticamente contemporanea alla sentenza del Tar di Latina che ha respinto i ricorsi di quattordici tifosi pugliesi contro i daspo comminati dalla questura di Frosinone per gli incidenti, in autostrada, del 13 settembre 2014. Ed è quello l'episodio più grave connesso alle sfide tra canarini e galletti. Un evento che ora ha imposto all'Osservatorio di considerare a rischio l'incontro dell'11.

Il Tar, in buona sostanza, è tornato a pronunciarsi sulla vicenda. In un primo momento, il tribunale aveva annullato i primi daspo per mancanza di contestazioni specifiche riferibili a ciascun singolo tifoso. La questura ha allora riproposto le misure contando sul fatto che il Tar non era intervenuto nel merito. Il punto è l'atteggiamento tenuto dal gruppo di tifosi pugliesi.

In uscita dallo stadio, appena imboccata l'autostrada, costringevano l'autista a fermarsi e scendevano dal mezzo, «creando un concreto pericolo per la propria incolumità e per quella degli automobilisti in transito». Tanto che ci fu anche l'interruzione del traffico. Il legale dei tifosi però aveva contestato i nuovi daspo per violazione del giudicato, contestando anche il fatto che «non è chiaro chi abbia fatto cosa».

In sede di sospensiva, il Tar aveva accolto l'istanza dell'avvocato Luca Maggi, ma il Consiglio di Stato aveva ribaltato la pronuncia, respingendo così la cautelare. Passati al merito, il collegio ha osservato che nell'annullare i precedenti provvedi- menti si è limitato a rilevare un difetto strutturale dei provvedimenti, privi di idonea motivazione. Ragion per cui, dopo che l'am ministrazione ha corretto l'errore e specificato le condotte contestate sulla base delle relazioni di servizio degli agenti e dei verbali di identificazione, è andata a decidere la questione. Il Tar ha evidenziato che la condotta contestata si è protratta per vari minuti, nonostante gli inviti della polizia a risalire sul pullman. Ed essendo condivisibile la tesi che l'occupazione della carreggiata abbia determinato una situazione di pericolo, i daspo sono stati confermati.