Caso Cucchi, fissata al 12 aprile prossimo l'udienza preliminare per i carabinieri finiti nell'inchiesta bis aperta dopo la morte del geometra arrestato per droga nel 2009 e deceduto 7 giorni dopo al Pertini. In quella sede i cinque carabinieri, tra cui anche Alessio Di Bernardo - il militare che lavora nella Caserma di via Sferracavalli - il giudice deciderà se rinviare a giudizio i carabinieri oppure archiviare. Tre militari sono accusati di omicidio preterintenzionale (Alessio Di Bernardo, Raffaele D'Alessandro e Francesco Tedesco), Roberto Mandolini e Vincenzo Nicolardi di calunnia. Il 12 aprile si saprà se i carabinieri, ora sospesi dopo la decisione del Comando Generale dell'Arma, dovranno affrontare o meno il processo.

I fatti

Dopo otto anni dalla morte del giovane geometra, arrestato per droga il 15 ottobre del 2009 a Roma, morto una settimana dopo al Pertini, i pm della procura capitolina hanno chiuso l'inchiesta bis.Per la Procura di Roma i tre carabinieri che eseguirono l'arresto potrebbero essere chiamati ora a rispondere di omicidio preterintenzionale. Il procuratore capitolino Giuseppe Pignatone e il sostituto Giovanni Musarò hanno infatti chiuso l'inchiesta bis formulando a carico di Di Bernardo, Raffaele D'Alessandro e Francesco Tedesco l'accusa di omicidio pretereintenzionale. E di calunnia nei confronti di Roberto Mandolini (allora comandante della stazione dei carabinieri Appia), Nicolardi e Tedesco. Per Mandolini e Tedesco anche il reato di falso verbale di arresto. Il pm Musarò ha quindi ritenuto infondata l'ipotesi della morte per epilessia di Cucchi, emersa dopo la perizia d'ufficio disposta dal giudice durante l'incidente probatorio.

I militari, tra cui anche il rappresentante dell'Arma originario di Sesto Campano che da diversi anni lavora a Cassino, erano stati indagati per lesioni personali aggravate. Inchiesta fino a questo momento aveva visto solo sentenze d'assoluzione, anche nei confronti dei medici coinvolti (confermata due volte in appello), come pure nei confronti della polizia penitenizaria. Nell'inchiesta bis (aperta nel novembre del 2014) e ora chiusa è contenuto un altro capo di imputazione.