La triste e dolorosa notizia è stata comunicata dai vertici del Parco dei Monti Simbruini con un comunicato denuncia l'uccisione di un airone all'interno dell'area protetta più grande del Lazio. «Nello scorso mese di febbraio – si legge nella nota - un altro crudele e insensato atto di bracconaggio ha colpito la fauna selvatica presente nel Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini. Uno stupendo esemplare di Airone cenerino (Ardea cinerea Linnaeus), frequentatore dell'alto corso del fiume Aniene nel comune di Trevi nel Lazio, è stato rinvenuto morto lungo le sponde dai Guardiaparco in servizio. La successiva lastra RX effettuata presso il Centro Recupero Fauna Selvatica della LIPU di Roma ha evidenziato che la morte è stata causata da un colpo di fucile (cinque pallini da 5 mm presenti nel corpo). Questo è l'ennesimo caso di illegalità perpetrato contro specie protette all'interno del Parco, peraltro senza nessuna ragione se non quella del gusto di uccidere che pervade qualche indole criminale presente nel tessuto sociale locale. I Guardaparco, che hanno avviato un'indagine sul caso, continuano ad operare a contrasto di queste illegalità effettuate da poche persone a danno della fauna selvatica, una ricchezza collettiva considerata dalla legge patrimonio indisponibile dello Stato. Le incessanti attività antibracconaggio che il servizio di sorveglianza del Parco realizza da anni, hanno finora prodotto risultati significativi: circa 760 trappole di diverso tipo sequestrate e 12 persone denunciate all'Autorità Giudiziaria per attività di trappolaggio, 22 armi da fuoco sequestrate e 24 persone denunciate all'Autorità Giudiziaria per il loro utilizzo illecito, 15 esche avvelenate sequestrate e una persona denunciata, 6 persone denunciate per reati in danno di animali e per detenzione illegale di fauna selvatica».