Violenza sulle figlie minorenni. Su entrambe. A dover rispondere di un'accusa tanto grave è un operaio del Cassinate di cinquant'anni che avrebbe molestato le sue bimbe. Ieri, in una lunga udienza a porte chiuse, è stata ascoltata l'ex moglie, chiamata a ripercorrere momenti di vita familiari e a riferire di quelli terribili che hanno trasformato tutto, cambiando ogni cosa irrimediabilmente.

La storia

A raccontare la storia del "papà-orco", che avrebbe riservato alle sue bambine molto più di una carezza e di un bacio prima di dormire - almeno secondo le denunce presentate - sarebbero state le due ragazzine, all'epoca dei fatti entrambe minorenni. Due sorelline che solo dopo alcuni anni hanno trovato il coraggio di raccontare di presunte carezze vietate e di attenzioni sgradite da parte dell'uomo che le aveva messe al mondo. La verità, quella che ora dovrà essere analizzata e sezionata con scrupolo dai giudici del tribunale di Cassino, sarebbe venuta fuori durante un colloquio con le assistenti sociali. Dopo la separazione tra l'imputato e la sua ex moglie, le ragazzine vennero affidate alla donna, con la fissazione degli incontri con il padre alla presenza di assistenti sociali. È in una di queste occasioni che la più piccola delle due avrebbe raccontato delle (presunte) molestie. Avrebbe riferito di gesti innaturali e di richieste inaccettabili da parte del papà. E della paura e della vergogna. Così la madre, messa con le spalle al muro, avrebbe deciso di denunciare tutto, affidandosi all'avvocato Roberto Molle, per andare fino in fondo. E per poter stabilire, oltre ogni ragionevole dubbio, che quelle accuse pesantissime fossero proprio fondate. L'apertura di un'inchiesta prima e di un processo poi sono state inevitabili.

Il processo

L'operaio è stato rinviato a giudizio. C'è stato un incidente probatorio, in cui sono state ascoltate sia la madre, sia le due ragazzine che nel 2013 (anno delle presunte molestie) erano minorenni. Saranno ora i giudici a dover esaminare il caso, a decidere se sussistano le prove inoppugnabili della violenza denunciata. E se l'orrore raccontato sia stato perpetrato nelle modalità e nei tempi descritti. L'argomento, però, resta delicato. E nella tutela delle due ragazze si procederà nelle modalità previste dalla legge. Per questo occorrerà attendere che tutta la fase istruttoria sia completata prima di poter riferire del convincimento dei giudici. A maggio la prossima udienza per proseguire nell'escussione dei testimoni.