Cassa integrazione, tempo di bilanci per il 2016 e, purtroppo, il saldo è da brividi per la provincia di Frosinone. È quanto emerge dall'analisi del report nazionale della Uil. La Ciociaria, infatti, ha fatto registrare un'impennata clamorosa nel ricorso alle ore di cig, addirittura del 40,5%. Il rapporto del centro studi dell'organizzazione sindacale, che esclude Rieti a causa di dati fortemente condizionati dal sisma, conferma il decremento in tutte le province tranne che in quella ciociara, dove si registra addirittura un trend opposto con la cig in aumento. Si passa infatti da 11.799.932 a 16.578.916 ore, con un incremento del 40,5% su base annua, tendenza confermata dall'ultimo biennio 2016 (novembre/dicembre), dove l'aumento del ricorso all'ammortizzatore socia- le è stato del 25,5%.

A spiegare i numeri è Gabriele Stamegna, segretario provinciale dell'organizzazione di categoria. «Visto il momento di stagnazione economica – evidenzia - è difficile sostenere che il decremento nelle province di Roma, Latina e Viterbo, sia riconducibile a una pur debole ripresa economica. E' più proba- bile, invece, che la riduzione della Cig sia il risultato delle recenti riforme, che hanno pro- dotto la progressiva scomparsa della deroga e un aumento dei costi per l'utilizzo degli ammortizzatori sociali. Un decremento dunque figlio delle difficoltà economiche». Lo stato in cui versa il nostro sistema produttivo, insieme al- la condizione dei lavoratori, continuano pertanto ad essere una seria e drammatica emergenza da affrontare. C'è certamente una lettura più approfondita da fare e la Uil prova ad interpretare cosa sta accadendo.

«Il trend di crescita per la provincia di Frosinone - fa notare Stamegna - dipinge una situazione ancor più drammatica per l'economia ciociara: disoccupazione alta, Cig in crescita e ripresa economica che resta ancora un miraggio. La nostra provincia – ribadisce il sindacalista - aspetta, da chi ne ha compito e ruolo, che vengano create le condizioni e messe in atto tutte le iniziative finalizzate a far ripartire il sistema produttivo locale. Il mondo del lavoro, e soprattutto dei disoccupati, aspetta politiche attive e risultati». Come dire che deve essere messo in campo un grande piano di investimenti, a partire da quelli pubblici fino a quelli privati, che Dati su base mensile novembre/dicembre 2016 contenuti nel 12° rapporto del centro studi della Uil si occupi di creare lavoro. La sola via, il solo modo per offrire una prospettiva. «Il fallimento dell'Accordo di Programma - ha spiegato Stamegna nei giorni scorsi - deve essere da insegna- mento. Con il riconoscimento di Area di crisi complessa, il territorio al nord della provincia, ha un'altra occasione che, questa volta, deve saper cogliere al volo». Il sindacalista chiede, quindi, a tutti gli enti coinvolti nel nuovo progetto, di non ripetere gli errori del recente passato «affinché possano, stavolta, concretizzare un programma 4 0,5 l È l'aumento di cassa integrazione in provincia di Frosinone su base annua secondo il report della Uil Frosinone Via Fratelli Rosselli, 1 - 03100 Frosinone Tel. 0775.962211 redazionefr@editorialeoggi.info potenzialmente capace di garantire un'importante ricaduta occupazionale.

L'Accordo di Programma era stato venduto come un'importante risposta ai problemi occupazionali di una parte della nostra provincia. I politici del territorio non si sono risparmiati nel presentare la sottoscrizione come una sorta di panacea di tutti i mali, "bollando" come pessimistiche le perplessità del nostro sindacato e di altri attori sociali. Ma la realtà, come spesso accade, si è rivelata molto peggio: solo due progetti, infatti, hanno ottenuto l'approvazione in sede ministeriale. Ora ci aspettiamo risultati e non le solite dichiarazioni.

Per non perdere anche questo treno, il territorio avrebbe bisogno di un sistema imprenditoriale capace di fare progetti credibili con ricadute occupazionali ve- re; avrebbe bisogno di enti loca- li capaci di perseguire e realizzare, in loco, condizioni funzionali e rispondenti alle aspettati- ve di un sistema economico e produttivo moderno; avrebbe bisogno di rappresentanti politici che non guardino a questa occasione come mera opportunità elettorale o peggio cliente- lare. Ma anche di una regia che, coniugando legalità e trasparenza, guardi alla qualità dei progetti, favorisca l'accesso ai finanziamenti ed eviti l'assalto alla diligenza». Stamegna sollecita, quindi, la valorizzazione del merito sotto ogni aspetto e il coraggio e la capacità di andare oltre gli interessi di bottega.