Area industriale nel mirino dei ladri. La zona che a fatica sta cercando di risollevarsi dalla spallata della crisi, che sta mostrando i primi passi verso la ripresa, con insediamenti che si innalzano tra cancelli chiusi e portoni sbarrati, è stata presa di mira dai ladri. I malviventi, in verità, conoscono bene quella popolosa area dove da San Nicola (zona particolarmente colpita dai furti) fino a Solfegna Cantoni, le abitazioni da svaligiare sono tante. È proprio San Nicola la zona in cui nel week end ignoti sono entrati nella villa di un professionista (per la seconda volta) e sono stati messi in fuga dai rondisti. Ed è sempre a San Nicola dove a S. Stefano i delinquenti hanno puntato una torcia contro il papà e la sua bambina sorprendendoli nel sonno. Si tratta di strade leggere e piene di svincoli che tratteggiano, come in un arabesco, gli insediamenti umani da quelli industriali, pian piano inceneriti dalla crisi.

Evidente il fatto che qualche malintenzionato durante le ruberie abbia buttato uno sguardo anche alle strutture in ripresa. Così nella notte qualcuno ha portato via da una delle aziende (specializzata in movimentazione terra) simbolo di questa ripresa, diverso materiale. Stando a quanto dichiarato dalle vittime, sembrerebbe che dopo aver aperto due container i ladri abbiano trafugato attrezzi e cavi elettrici. Poi hanno preso di mira i mezzi, per asportare gasolio da autotrazione. Ma qualcosa li ha messi in fuga. A poche ore dal colpo la voce del comitato "Solfegna Cantoni-Cerro-Ponte La Pietra" si è fatta sentire, puntando il dito sulla sicurezza: «È impensabile che ci sia un'area industriale, per fortuna in ripresa, sprovvista di videosorveglianza. Il nostro è un appello alle istituzioni affinché non lascino disperdere una risorsa preziosa come questa».

Colpi alle scuole: l'ipotesi

Intanto, mentre ora i carabinieri dovranno cercare di risalire agli autori del furto nell'area industriale, dopo i colpi alle scuole si fa strada un'altra ipotesi. Un'idea nutrita anche dagli importanti elementi legati alla convalida dell'arresto del rumeno preso dopo il forsennato inseguimento nelle campagne. Forse il rumeno acciuffato dagli uomini del maggiore De Luca stava per entrare in azione, insieme ai complici fuggiti, proprio nella scuola di Villa Santa Lucia, dove sospetti erano stati notati e segnalati all'Arma. Per questo sarebbero state aperte mirate indagini per verificare se si tratti della medesima banda che nelle notti precedenti ha messo a segno il furto alla Di Biasio e alla Conte. Saranno i riscontri con gli esami del Nucleo operativo a fare ulteriore chiarezza.