Tre anni in meno rispetto a quanto deciso in primo grado. Quattordici anni, invece di 17, quelli che la Corte d'Assise d'Appello ha stabilito per Sante Cipollone, accusato insieme a Pellegrini della morte di Domenico Grossi, il giardiniere di Sora ucciso il 13 aprile del 2014 in località Compre.
I giudici della Corte d'Assise d'Appello hanno stabilito per l'imputato, che ha scelto di procedere con il rito abbreviato (Cipollone), 14 anni di reclusione non riconoscendo l'occultamento di cadavere. E ritenendo equivalenti le attenuanti generiche con le aggravanti. Sale invece l'attesa per l'udienza d'appello per l'altro imputato, Angelo Pellegrini, assistito dall'avvocato Pagliari per il quale si tornerà in aula il prossimo 8 marzo. A rappresentare le parti civili, invece, gli avvocati Megale e Leone.

Un'altra decisione della giustizia che fa discutere, quindi, dopo che ieri un'altra Corte ha ridotto la pena per l'assassino di Gilberta Palleschi, la professoressa di Sora uccisa nel 2014, portandola dall'ergastolo a soli 20 anni.