Inviolabili e preziose per custodire il tesoro della scuola. Quelle porte blindate dovevano tenere al sicuro computer e lim fondamentali per una didattica 2.0. Blindate, appunto. Ma non invio- labili per mani esperte come quelle della banda che ha colpito nel weekend e che ha "ferito" pesantemente la scuola Di Biasio, sia per il bottino che per i danni.

Ore 7.30: l'allarme

Ieri mattina la campanella è suonata in anticipo. Alle 7.30 i primi a varcare la soglia dell'istituto sono stati carabinieri della caserma di Cassino. A chiamarli, la preside: devastante ai suoi occhi e a quello dei dipendenti lo scenario al pian terreno e al primo piano dello stabile. Disordine e pezzi mancanti, preziosi come l'oro per un istituto che ha partecipato finanche a bandi europei per costruire il proprio patrimonio multimediale. Ci sono volute ore per fare ordine in quel... disordine. E per avere un inventario esatto del colpo grosso. L'unica certezza lampante è stata una sola: le aule non erano state "visitate" e, quindi, i ragazzi hanno potuto fare regolarmente lezione. Ma la serenità della giornata era ormai minata.

Il percorso

Un percorso preciso, con strumenti adatti al tipo di porta ed inferriata che dovevano sfondare. I ladri sarebbero entrati da una finestra che affaccia sulla parte retrostante dell'edificio. Di fronte, le tre stanze strategiche: direttore, segreteria e presidenza. Hanno di- strutto le porte blindate e asportato tutti i pc all'interno, compreso quello della dirigente, sulla sua scrivania. Poi hanno impugnato la cassaforte ma, non riuscendo ad aprirla, l'hanno abbandonata nei corridoi.

Hanno sfondato un'altra porta, vicino alla presidenza e trovato la custodia delle chiavi di armadietti e cassetti; e sono tornati nelle tre stanze strategiche. Ma hanno impiegato poco a capire che dentro c'era solo "scartoffie". Così, camminando sul caos di carte e documenti fatti volare nella fretta, si sono spostati nella zona dell'auditorium. Lì ci sono tre porte nuovissime e moderne. Tutte distrutte. Hanno aperto anche quella che porta al magazzino dell'azienda che sta facendo dei lavori, forse per cercare attrezzi. Poi si sono diretti al piano di sopra: ma durante il percorso non hanno risparmiato altre porte.

Arrivati di fronte all'aula multimediale sono addirittura riusciti a distruggere l'inferriata che precede la porta. Poi all'interno hanno staccato il pc collegato alla Lim per portarlo via. Una decina i computer, da una prima ricostruzione, che mancano all'appello, insieme a una videocamera. Due, di scarso valore, li hanno abbandonati nell'erba poco dopo essere usciti dalle scale antincendio. Ma è il danno a fare male, insieme al furto. Tutte quelle porte rotte rappresentano una desolazione per chi vive, ogni giorno, l'istituto.

E solo un paio di mesi fa c'era stato un altro colpo, alla materna di via Arno. «Mi sembra di costruire al vento - lo sfogo sconsolato della dirigente scolastica, la professoressa Di Palma - uno fa tanto e poi si deve rincominciare tutto daccapo». Il dramma è tutto qui. Massimo è l'impegno per "costruire" la didattica e per accompagnarla con supporti moderni e di facile interazione per i ragazzi. Un colpo del genere mette in ginocchio l'istituto che sicuramente, come in passato, saprà rialzarsi, contando sul- l'impegno e sul buon cuore di tutti. Ma servirebbe l'unica arma davvero utile: la videosorveglianza.

Tra i primi ad arrivare sul posto ieri mattina anche il sindaco Carlo Maria D'Alessandro: «In alcuni punti dove hanno divelto le porte dovremo rifare la muratura e, poi, ricomprare le porte blindate». Spiega. Perché queste sono opere che competono all'Ente. «Esprimo l'amarezza - ha concluso - perché il furto nelle scuole è qualcosa che colpisce tutti i cittadini, è un colpo alla collettività. Spero che simili malviventi possano incappare in qualche errore ed essere consegnati alla giustizia».