Sarà il primo dei grandi processi per le piazze dello spaccio a Frosinone. Comincia oggi il pro- cesso agli Intoccabili. Comincia con la prima di almeno quattro udienze preliminari. Sotto accusa sono in ottanta, compresi i 36 che a luglio vennero colpiti dall'ordinanza di custodia cautelare. A 32 di questi viene contesta l'associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di droga. Già oggi dovranno fare una scelta, richiedere un rito alternativo (l'abbreviato con uno sconto di pena di un terzo), il patteggiamento o propendere per il giudizio ordinario. È stata la prima maxi inchiesta sullo spaccio di droga a Frosinone del 2016, dopo quella venne infatti l'operazione Fireworks sullo spaccio al Casermone che, per certi versi, si interseca con la prima.

Carabinieri e polizia, con l'operazione Intoccabili, avevano puntato a smantellare un traffico di stupefacenti con diversi basi nel capoluogo, all'occorrenza trasferite in risposta ai blitz delle forze dell'ordine. Il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Roma, Maurizio Caivano, considerato il numero degli imputati, ha stabilito un fitto calendario delle udienze. Oggi saranno valutate la costituzione delle parti e le richieste di riti alternativi. Il procedimento entrerà nel vivo dal 17 al 22 marzo con tre udienze che dovrebbero servire ad esaurire, salvo ulteriori esigenze, la discussione. Dopodiché ci sarà la decisione del magistrato.

Stando alle accuse, ribadite nell'ordinanza dal gip Simonetta D'Alessandro, l'associazione era «in grado di condizionare la vita di un'intera provincia, con le reti e le basi di spaccio, spesso contestuali; spesso poste in rapporto di successione cronologica, all'esito di interventi di polizia; spesso fornite di depositi e comunque rispondenti a un unico centro decisionale». Il sistema contava su una rete di appartamenti, a corso Francia, in via Marittima e in viale Mazzini, quest'ultimo dedicato a una «clientela selezionata».

I depositi, utilizzati per custodire lo stupefacente, erano in via del Carbonaro, in via Angeloni e ad Alatri. In caso di arresti esisteva una sorta di "muto soccorso" con tanto di avvocati contattati per le difese. Stando alle risultanze delle indagini della Direzione distrettuale antimafia, promotore, organizzatore, finanziatore e capo dell'associazione, è Diego Cupido, 45 anni, di Frosinone. Al quale «rispondono persone legate, a vario titolo, da legami parentalied amicali», si legge nell'ordinanza di custodia, il tutto «per governare il traffico delle sostanze stupefacenti» a Frosinone. «L'elemento familiare costituisce certamente un fattore determinante ed è di immediata emergenza: Lorena Cupido (sorella); Teresa Cupido (sorella); Paolo Cupido (zio); Alex Frattali (nipote); Massimiliano Frattali (ex marito della sorella); Emanuel Mingarelli (nipote); Vincenzo Balbi (cognato); Angela Pavia (zia); Luigi Iaboni (zio); Mario Iaboni (cugino).

Al di là della parentela esistono, poi, soggetti collegati da rapporti privati (Klodjana Shehu con Diego Cupido, coadiuvata dal suo collaboratore Roberto Pironi; e Massimo Stirpe, collegato un po' a tutti i soggetti coinvolti)».

Nell'inchiesta è emerso il legame, non privo di contrasti, con famiglie rom. L'udienza riguarderà anche Gionni e Tony Spada, Palma e Guido Spinelli, Bruno Di Silvio, Mariannina Micera, Daniele, Francesco, Antonio e Stella Spada. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Raffaele e Marco Maietta, Tony Ceccarelli, Nicola Ottaviani, Giampiero Vellucci, Cristian Alviani, LuigiTozzi, Calogero Nobile, Rosario Grieco e Francesco Galella.