Sgomento e incredulità. I 600 dipendenti dell'Università sono sul piede di guerra. Dopo che si è diffusa la notizia di contributi Inps non versati nel quadriennio 2011-2014, sono stati presi d'assalto i sindacati. Il rettore Betta continua a gettare acqua sul fuoco e invita alla calma fino a giovedì, quando si riunirà il Cda che dovrà decidere sulla rateizzazione di 40 milioni di euro: a tanto ammonta il buco che si è venuto a creare nelle casse dell'ateneo. Ma i lavoratori sembrano non avere pazienza, vogliono un incontro con l'amministrazione. Per questo i sindacati si stanno facendo portavoce di queste istanze e, con molta probabilità, venerdì - il giorno dopo il Cda - ci sarà un vertice alla presenza del rettore e del Dg Capparelli. Lo chiede con forza il segretario della Cisl-Università Francesco Cuzzi, che però al contempo alterna i toni da incendiario con quelli da pompiere: «Abbiamo un grande direttore generale, Capparelli, con esperienza di sanatorie presso il Policlinico Umberto I, quindi siamo in ottime mani. Inoltre il rettore è persona capace e onesta, lo ha dimostrato rilasciando subito interviste alla stampa, a dimostrazione che non ha assolutamente nulla da nascondere e che si tratta di un problema ereditato». Ergo, prova a rassicurare Cuzzi: «Faranno sicuramente chiarezza risolvendo la questione insieme all'aiuto di chi gestisce, sia in Senato Accademico che in CdA».

I verbali

Ma al momento, quel che manca, è proprio la chiarezza. Sul sito dell'ateneo sono disponibili i verbali del collegio dei revisori dei Conti del 2013 e 2014 (presidente il dottor Tommaso Miele, docente contrattista dell'Unicas) dove non emerge nulla al riguardo. E ancora, la domanda ricorrente: perchè l'Inps non ha mai informato l'ateneo, che solo per caso (aveva bisogno di un Durc) è venuto a conoscenza della voragine nei conti. E perchè il delegato al bilancio Trequattrini (attuale e all'epoca dei fatti) è venuto a conoscenza di ciò solo pochi giorni fa, quando invece il caso è stato palesato al rettore e al Dg nel mese di settembre? A provare a dilatare qualche dubbio è lo stesso Trequattrini: «Trovo paradossale che si sia potuto pensare che questa cosa non sarebbe uscita prima o poi. Era impossibile farla franca. Le responsabilità possono essere di natura penale e patrimoniale. Per quanto riguarda il primo aspetto, il reato di omesso versamento di contributi è stato recentemente depenalizzato, quindi probabilmente si tratterà solo di una sanzione di carattere amministrativo; per quel che riguarda il danno arrecato dovrà intervenire la Corte dei Conti: io credo che il Collegio dei revisori il proprio compito l'abbiano fatto ma visto che i versamenti sono stati omessi a singhiozzo ciò fa pensare che magari veramente i revisori non sapessero niente di questa vicenda».

Le responsabilità

Quindi chi è il responsabile? «Gli organi di governo non vedono l'operatività quotidiana, è il collegio dei revisori che fa le verifiche a campione su tutta la documentazione, ma io credo che loro l'abbiano fatta. In questo caso la catena delle responsabilità è la seguente: l'impiegato che materialmente doveva effettuare i versamenti, il responsabile dell'area che firma i moduli per il pagamento dei contributi; il direttore generale e infine il rappresentante legale dell'ente che in questo caso è il rettore. Se il collegio dei revisori non ha effettuato i controlli anche quest'organo viene responsabilizzato, ma io - insiste - non credo che i controlli non siano stati fatti, ma essendo trimestrali è probabile che i contributi venissero pagati proprio quando i revisori facevano i controlli. «L'Ateneo è uno dei maggiori contribuenti dell'Inps. Perchè, vedendo che questi contributi non venivano pagati non ci è giunto mai nessun sollecito dall'Inps?». Quindi ora che fare? «Intanto è scattata un'inchiesta interna, dopodichè sarà informata la Corte dei Conti che probabilmente aprirà un fascicolo sulla vicenda e inizieranno le indagini», conclude Trequattrini. La caccia al colpevole è partita.