Tornano le scritte, vergate con lo spray, ad imbrattare i muri del giardino vescovile, all'Acropoli. Nuove frasi, nuove "dichiarazioni", nuovi simboli sono comparsi lungo il lato sud del muro, in aggiunta a quelli già presenti lungo altri tratti del muro stesso. Utilizzati i più diversi colori: dal nero al blu, dal rosso al verde.

L'ultimo episodio

A tracciare le scritte, con tutta probabilità, i soliti ragazzini maleducati e inconsapevoli di essere in uno dei luoghi storici ed archeologici più importanti della città: azioni che contribuiscono a degradare il valore del sito, nonostante tutti gli sforzi che si fanno per promuover e far conoscere il patrimonio alatrense. Non è la prima volta che questo deprecabile fenomeno si presenta: in passato sono state "colpite" dalle bombolette anche le millenarie mura ciclopiche, sia nella cinta di Civita che in diversi punti del percorso urbano. Si dovette intervenire con costose operazioni di pulizia e con "campagne" di sensibilizzazione nelle scuole per far capire i concetti di rispetto e salvaguardia. Ma, evidentemente, più di qualcuno non ha capito le lezioni e le scritte sono riapparse ancora una volta.

Gli appelli dei cittadini

Molti frequentatori dei viali dell'Acropoli hanno chiesto la cancellazione delle scritte per riportare un maggior senso di decoro, specie adesso che si va incontro a temperature più miti e aumentano i visitatori. Domandati anche controlli più incisivi per scoraggiare il ripetersi di altri atti vandalici, anche più deleteri. Insomma per l'Acropoli una storia che purtroppo si ripete.