Beve un sorso d'acqua e viene trasferita d'urgenza in ospedale.Choc per i familiari di una ragazzina di Cassino che hanno allertato subito il 118 affinchè fossero assicurate le cure necessarie. E per fortuna, effettuati tutti i riscontri dovuti, il quadro clinico della ragazzina è apparso piuttosto confortante .Ciò che è emerso, ma solo in seconda battuta, è che la ragazzina sia stata avvelenata da un sorso di sapone per i piatti, non dall'acqua che lei credeva di aver trangugiato.E per bloccare la polemica social che, intanto, è divenuta virale si è reso necessario un intervento diretto della stessa casa produttrice dell'acqua messa sotto accusa, dopo che la famiglia ha spiegato come siano andati realmente i fatti.

La ricostruzione

L'episodio è avvenuto qualche giorno fa a Cassino.Una adolescente ha accusato il malore subito dopo aver bevuto un sorso da una bottiglia che si trovava in casa. Bottiglia in cui, stando a una prima ricostruzione dei fatti,il padre avrebbe versato incautamente del detersivo liquido di quelli presenti in ogni casa per lavare i piatti. Il malore è stato repentino.

La paura che la ragazzina potesse riportare danni ben più gravi è cresciuta minuto dopo minuto, mentre gli operatori del 118 hanno provveduto a trasportare la piccola in ospedale.Dopo i primi riscontri, per fortuna,i medici hanno rassicurato la famiglia.E, con ogni cautela e praticate le cure del caso, la ragazzina è stata persino dimessa.Mentre la verità è emersa pian piano una volta superata l'emergenza sui social si è scatenatala caccia alle streghe, con utenti preoccupati impegnati in un passaparola per invitare tutti a non acquistare più quel prodotto.Stando ai beninformati, effettuate dalle competenti autorità le analisi sul liquido, l'acqua in questione sarebbe risultata sì"avvelenata", ma solo per la svista del papà della ragazzina.Non è mancata, poi, la precisazione della nota casa produttrice di acque minerali che ha inoltre posto l'accento sulla bufala che ormai circola sul web che ha ribadito:«Ci riserviamo di tutelare immagine e reputazione in ogni opportuna sede, chiedendo all'Autorità giudiziaria di identificare gli autori».