Ma chi l'ha detto che venerdì 17 porta male? Fca non è affatto scaramantica e oggi, venerdì 17 - dopo un calvario iniziato nel 2009 con la cassa integrazione ordinaria, poi proseguito con la straordinaria, quindi con gli esuberi e i contratti di solidarietà - mette la parola fine agli ammortizzatori sociali. Il verbale sarà redatto dai vertici aziendali con i sindacati firmatari dell'accordo. A dare l'annuncio, in anteprima, è stato ieri mattina il segretario nazionaledella Fim-CislFerdinando Uliano a Cassino dove la sigla ha celebrato, per la prima volta in assoluto, il congresso nazionale.

«La scelta - per la prima volta nella storia dell'organizzazione - di tenere il Congresso nel territorio di Cassino è determinate da una precisa volontà di dare senso e valore agli accordi sottoscritti con Fca che - ha sottolineato Uliano - hanno permesso gli investimenti attuali, capaci di ridare attrattività e slancio al territorio». E sì, perché, da lunedì prossimo tutti i 4.300 operai rientreranno in fabbrica e tra un mese circa ci sarà la salita produttiva dello Stelvio, quindi lo sdoppiamento dei turni e l'ingresso di altri 1.200 lavoratori. Ma le assunzioni, in fabbrica, sono già iniziate. Da qualche settimana quasi 300 operai hanno varcato i cancelli. A renderlo noto è stato ieri sempre Uliano: «Attualmente sonocirca 280 i giovani entrati con contratti di somministrazione. Duecento di questi stanno effettuando tutta la fase di formazione, ottanta hanno iniziato una fase di addestramento e questa è proprio la concretizzazione rispetto alle azioni sindacali che abbiamo messo in campo. Da qui alla metà di marzo ci sarà tutta la fase di addestramento dei lavoratori, dopodichè ci sarà l'impennata produttiva anche con i 500 trasfertisti in arrivo da Pomigliano».

Dopo otto anni, insomma, a Piedimonte si suona un'altra musica. I cancelli della fabbrica ai piedi dell'abbazia resteranno aperti tutti i giorni, e probabilmente sarà ripristinato anche il turno notturno. Non accadeva dal lontano 2009. Assunzioni si stanno avviando non solo in Fca ma anche nell'indotto.

«Il settore dell'auto grazie agli investimenti e agli accordi che abbiamo fatto, sta ora maturando gli effetti positivi» ha puntualizzato Uliano, che quindi non si è fatto sfuggire l'occasione per replicare ai detrattori che in questi anni hanno criticato gli accordi sottoscritti: «Ci dicevano che Fiat doveva essere italiana. Io dico che oggi senza Fca non ci sarebbero stati i 5 miliardi per Cassino e alla Fiom che chiede di non rompere l'unità sindacale dico: nel contratto di Ferdermeccanica la Fiom ha firmato accordi fatti da noi, per le quali ci attaccavano tra cui la malattia ei contratti in deroga e il settore dell'auto che è il copia e incolla del contratto di Pomigliano. L'azione sindacale della Fiom è stata fallimentare ma se decide di entrare in questa discussione è accolta al tavolo ma non si può non riconoscere gli accordi fatti da noi». La Fim-Cisl, insomma, si gode il successo: oggi, dopo otto anni, e con tre mesi di anticipo (la solidarietà scadeva il 10 maggio 2017) tutti rientrano in fabbrica, e si parla di assunzioni. Ma, nel momento di brindare, già guarda al futuro e lancia un appello al mondo politico.

«Già durante la crisi abbiamo perso 300.000 lavoratori, perderne altri perché la politica è distratta da questioni interne - come sta avvenendo nel Pd dove ci si perde in sterili discussioni e strane alchimie - c'è il rischio che se il nostro Paese non viene preparato alla quarta rivoluzione industriale rischiamo di spazzare via altre industrie. E non possiamo permettercelo».