Ambulatori medici impraticabili, almeno per gli anziani e chi ha difficoltà a muoversi. Così la protesta dei pazienti prende corpo con una raccolta di firme per chiedere il trasferimento del servizio in una sede più idonea. Eppure i nuovi locali destinati all'Unità di cure primarie (Ucp), messi a disposizione in comodato gratuito dal Comune a cinque medici di famiglia, avrebbero dovuto migliorare il servizio e rendere la vita più facile ai pazienti. In realtà, da quando i dottori Carlo Parisi, Pasquale Andreozzi, Antonello Fioretti, Donatella Renzi e Maurizio Rinaldi hanno trasferito i loro ambulatori nello stabile di borgo Garibaldi 2, tutto è diventato più difficile.

Per molti pazienti raggiungere la sede dell'Ucp è problematico, in qualche caso proibitivo. L'edificio si trova in una strada interdetta alle auto, in forte pendenza e senza parcheggi vicini, con una scalinata ripida e scivolosa su un lato. E, come se non bastasse, per raggiungere gli ambulatori al primo piano bisogna fare anche le scale. Il che rende davvero complicato recarsi dal proprio medico di famiglia per molti pazienti anziani, disabili o con problemi di deambulazione o affaticamento.

Da qui le lamentele dei cittadini e degli stessi medici. Sostengono in coro che l'attuale sede dell'Ucp non risponde alla direttiva regionale che prevede l'utilizzo di strutture che garantiscano soprattutto la fruibilità da parte degli utenti. Che nei locali comunali di borgo Garibaldi non c'è. Per questo Sebastiano Funari, segretario della sezione comunale del Psi, e Guglielmo Ferrante Carrante, esponente storico della sinistra pofana, promotori del comitato civico "Rinascita per Pofi", insieme ad altri hanno organizzato una raccolta di firme alla quale hanno aderito molti cittadini esasperati dalle difficoltà per raggiungere il poliambulatorio.

Le firme sono state consegnate all'ufficio dei Servizi di igiene e sanità pubblica della Asl di Frosinone la settimana scorsa con la richiesta che vengano ripristinate tempestivamente le condizioni di fruibilità dell'Ucp, che si provveda all'i m mediata rescissione della convenzione per l'uso dei locali di borgo Garibaldi e l'individuazione di un'altra sede finalmente accessibile a tutti e a norma di legge.