Guerra in famiglia. Ma non per l'eredità. La lotta che ha portato due ceppi di una stessa antica dinastia non originaria, ma residente da tempo ad Aquino, in tribunale, è legata allo spostamento di una salma. O meglio, al posto "migliore" all'interno di una cappella gentilizia che si trova nel cimitero cittadino. Ieri, dopo l'udienza di opposizione all'archiviazione chiesta dalla procura, il giudice si è riservato la decisione che potrebbe arrivare già in queste ore. In realtà, sul piano giudiziario, le contestazioni sarebbero due: quella di violenza privata e quella di esercizio arbitrario delle proprie ragioni per due episodi distinti per i quali la procura di Cassino aveva avanzato una richiesta di archiviazione ritenendo le problematiche affrontate più legate a questioni civilistiche, sebbene risulti aperto anche un procedimento (sempre sulla stessa situazione) di natura penale. Ad opporsi alla richiesta di archiviazione è stata la figlia nata dalle seconde nozze del "patriarca" che ha dato vita alla progenie.

La storia

Dobbiamo andare molto indietro nel tempo per inquadrare la storia che vede, oggi, contrapporsi le due diverse anime della famiglia nata dall'amore di un distinto partenopeo con la prima moglie, morta improvvisamente nel '32. Matrimonio da cui l'uomo ebbe quattro figli rappresentati dall'avvocato Marco Paliotta del Foro di Cassino. Poi, dopo la morte dell'amata moglie, l'uomo contrasse negli anni un secondo matrimonio da cui nacque una figlia, residente ad Aquino, che oggi si oppone fortemente all'archiviazione del caso. Nel mezzo, un primo episodio contestato alla donna nel 2012, quando la stessa avrebbe chiuso con un lucchetto e fiamma ossidrica la porta della cappella. E uno (sempre secondo le accuse mosse a suo carico) nel 2014, quando invece la stessa è stata accusata di aver provveduto a far traslare una salma già all'interno della cappella in un altro loculo (sempre nella medesima struttura) per collocare il marito passato a miglior vita. Per la donna, invece, si sarebbe trattato solo di esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Dietro questa botta e risposta tra ceppi diversi della stessa dinastia, alcune importanti questioni di diritto sollevate dall'avvocato Paliotta, relative alla modalità di successione e quindi anche alla cappella di famiglia: secondo l'avvocato Paliotta, poiché la prima moglie del "patriarca" venne a mancare nel '32, il diritto successorio deve far riferimento al codice del 1865 che ne prevedeva, per il coniuge in vita, solo il diritto di usufrutto e non di eredità. Sarà ora il giudice a doversi esprimere sulla complessa questione.