Una coppia di anziani e valige piene di prodotti tipici e mozzarelle col "trucco". Eroina di prima qualità nel formaggio fresco di bufala doc. Un viaggio a sud del Cilento da Giugliano, Napoli, passando per il Casertano... e tanti amici da rifornire. Potrebbe sembrare una sceneggiatura di un film di Rocco Papaleo, invece era quanto accadeva ormai da mesi. A scoprirlo la direzione distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Potenza.

Grazie al lavoro dei carabinieri del Ros di Potenza con l'ausilio dei comandi provinciali di Salerno, Napoli e Frosinone sono finite in manette dieci persone, ritenute responsabili dei reati di associazione finalizzata al traffico, detenzione e vendita di diversi tipi di sostanze stupefacente (principalmente eroina) nonché per singoli episodi di spaccio. La base dello spaccio di droga è stata individuata a Sapri. A finire nella rete degli uomini dell'Arma anche Raffaele Nilo, un trentottenne di Napoli che da tempo risiedeva nella città martire e che lavorava come operaio. Vito Cairo, settantaquattrenne, e Carmela Smarrazzo, di 71 anni, erano i corrieri che da Giugliano a Sapri, a bordo di una utilitaria portavano la droga a Gerardo Presta. Sostanza stupefacente che poi era smerciata nel Golfo di Policastro e anche nell'Ebolitano. Un quadro emerso dall'indagine avviata nel 2015 da parte dei Ros con l'obiettivo di monitorare il fenomeno del narcotraffico nell'area del sud del Cilento.

Per cercare di sviare eventuali indagini, la droga veniva chiamata con nomi in codice: "vino" o "mozzarella". Presta, pur se ai domiciliari per reati sempre inerenti allo spaccio, coordinava le operazioni dell'attività criminale imperniata su una base operativa a Sapri da cui partivano numerosi pusher per lo spaccio al dettaglio. Un altro punto di distribuzione della droga era Eboli facente capo, in questo caso, a Rocco Autuori. I fornitori di quest'ultimo erano proprio i due anziani coniugi di Napoli che a loro volta si rifornivano da organizzazioni criminali dell'hinterland casertano, principalmente extracomunitari. I due, dopo contatti telefonici, portavano la droga direttamente a casa di Presta. Due nonnini che partivano per gite avventurose nel fine settimana e che riempivano il panierino non con panini e frittatine, ma con prodotti tipici dal ripieno stupefacente. Un'organizzazione ben pianificata e condotta da persone che passavano inosservate tra luoghi di vacanza e paesaggi meravigliosi da cartolina.