Aveva raggirato un anziano imprenditore. Gli aveva fatto credere che l'avrebbe sposato. Era riuscita a farsi intestare anche il conto in banca. E proprio grazie alla firma in poco tempo ha prelevato circa 35.000 euro. Sono queste le accuse che vengono mosse nei confronti di una trentacinquenne di Ferentino, dai familiari dell'uomo, anche lui residente nella città gigliata. L'uomo, all'epoca dei fatti settantacinquenne, è deceduto mesi fa. Proprio dopo la sua morte i parenti hanno notato strani movimenti sul conto del pensionato.

La ricostruzione 

I fatti risalgono tra il 2013 e il 2014 ed hanno come teatro Ferentino. Le indagini hanno portato al rinvio a giudizio della donna accusata di circonvenzione di incapace. La donna, invece, ha sempre sostenuto che il denaro era stato prelevato per volere dell'uomo. Ieri c'è stata l'udienza davanti al giudice Farinella. Giuseppe Spaziani e Claudia Padovani, avvocati della famiglia dell'uomo, hanno mostrato certificati con i quali si attesta che l'uomo prima del decesso era affetto da patologie e che era incapace di intendere e di volere. Sono stati ascoltati diversi testimoni, tra cui i parenti dell'anziano. Tra le persone ascoltate anche il maresciallo dei carabinieri di Ferentino, Raffaele Alborino, che ha condotto le indagini su richiesta della procura. La donna abitava poco distante dall'abitazione del settantacinquenne ed era stata contattata da alcuni parenti per andare ad aiutare nelle pulizie e faccende domestiche l'anziano rimasto vedovo. La trentacinquenne si recava anche in giorni non stabiliti; la frequenza era sempre più assidua. Tanto è che, secondo le accuse, era riuscita a costruire un legame con l'imprenditore. Gli aveva fatto credere anche che lo avrebbe sposato. Così che era riuscita a farsi intestare i conti correnti e a prelevare circa trentacinquemila euro. Faceva spese folli, per scopi personali, con quei soldi che servivano per curare le patologie di cui l'anziano era affetto. Con una parte del denaro aveva comprato anche una macchina nuova. Ieri sono state raccolte altre testimonianze e successivamente saranno ascoltati anche impiegati di banche e il concessionario dove è stata acquista l'auto. Il processo è stato aggiornato al prossimo mese di giugno.