Nell’ambito della sanità locale, la prossima settimana si preannuncia a dir poco turbo- lenta con possibili disagi dietro l’angolo. Eh sì, perché i lavoratori addetti al servizio di manutenzione degli impianti ospedalieri, di cui attualmente si occupa la società multiservizi Manutencoop (recentemente subentrata alla Siram), hanno annunciato uno sciopero di 24 ore. Il regolare servizio dovrebbe bloccarsi dalle 22 del 7 febbraio fino alle 22 dell’8 febbraio; un’iniziativa che i lavoratori sono sempre più determinati ad attuare.

La decisione è arrivata in seguito al fallimento delle trattative sui rinnovi contrattuali che secondo i dipendenti non rispetterebbero alcuni importanti requisiti: i timori si concentrano innanzitutto sulla tipologia stessa del contratto, che a giudizio dei lavoratori potrebbe cambiare, a danno dei livelli salariali. Poi c’è la questione dell’articolo 18, non più previsto da quando è in vigore il Jobs Act. Mercoledì 8 febbraio è prevista anche un’assemblea, nella quale i manifestanti e i rappresentanti sindacali si confronteranno con i rappresentanti istituzionali del territorio. Attesa infatti la presenza di consiglieri e di alcuni sindaci, non si sa ancora se vi saranno anche i vertici della Asl, cosa che tuttavia i lavoratori auspicano. Di quanto questa iniziativa comporti disagio ne sono consapevoli i lavoratori stessi i quali, pur capendo l’apprensione, ribadiscono «di non essere più disposti ad abbassare la testa davanti ad una situazione che reputiamo insostenibile».

Davanti alla Asl di Frosinone sono attesi più di 80 scioperanti, ma i presidi nel territorio provinciale saranno generalizzati e si troveranno ad esempio anche davanti alle Asl di importanti centri come Cassino, Sora e Alatri. Ci sono quindi tutti gli elementi per delle giornate ad alta tensione. Il loro sciopero in realtà avrebbe dovuto svolgersi già nei giorni del 2 e del 3 febbraio, ma non ha avuto luogo perché è stato annunciato con meno di 10 giorni di preavviso, subendo quindi il divieto da parte della commissione di garanzia.

La rabbia è tanta, ma la speranza è l’ultima a morire e i dipendenti contano di avere presto un faccia a faccia con i vertici della Regione Lazio. L’elemento dell’inquadramento è quello cruciale mercoledì, a seguito dell’assemblea, che si terrà alla sala teatro della Asl, si capirà il futuro della vicenda.