Avevano scritto tutto nero su bianco su un quaderno, le modalità per realizzare quella che ritenevano potesse essere una grande fonte di guadagno: la serra della droga. C’erano anche tutte le indicazioni per creare il giusto habitat naturale per una crescita fiorente e rigogliosa delle piante, prestando la massima
attenzione anche nel creare la giusta temperatura. Coltivavano marijuana in casa per poi rivenderla; questo era diventato il loro lavoro. Queste le accuse mosse dagli investigatori
per un’intera famiglia. Arrestati dai carabinieri madre, G.P. di 43 anni, padre, G.R. di 57, figlio, S.R. ventiseienne, e nuora, M.T. ventunenne, tutti disoccupati e incensurati. Per loro la misura degli arresti domiciliari in attesa della convalida che si terrà questa mattina. I militari hanno trovato anche una pistola
lanciarazzi, nascosta in un comodino della camera da letto.

La ricostruzione

Avevano realizzato una serra in una stanza adiacente alla loro abitazione a Ferentino, in una zona periferica. Trovati quindici piante di marijuana, del peso complessivo di 7,5 kg, foglie già essiccate pronte per essere immesse nel mercato dello spaccio, materiale per il confezionamento e una pistola lanciarazzi.
La sostanza stupefacente avrebbe fruttato circa 9.000 euro sul mercato. È il risultato della brillante operazione degli uomini dell’Arma al comando del maresciallo Raffaele Alborino, coordinati dal capitano Camillo Giovanni Meo. Una famiglia della città gigliata è così finita nei guai. L’accusa è di detenzione illecita di sostanze stupefacenti e detenzione illegale di arma comune da sparo. Nella circostanza, oltre alle piante e a vario materiale, i militari hanno trovato una pistola lanciarazzi calibro 22, priva di matricola e non denunciata all’autorità di pubblica sicurezza. Questa mattina si terrà la convalida
dell’arresto dei quattro ferentinati difesi dall’avvocato Mario Cellitti. Per loro l’accusa è di detenzione illecita di sostanze stupefacenti e detenzione illegale di arma comune da sparo.