Un progetto importante del- l’associazione “Il Giardino delle rose blu” per il sociale. Per offrire un piatto caldo ai bisognosi, per garantire una doccia calda o rinfrescante, ma soprattutto pulizia a chi non ha neanche un bagno in casa. Un tetto dove trovare riparo, ma anche un luogo di ritrovo, di aggregazione, senza dimenticare anziani, bambini e diversamente abili.

Un progetto che, forse, tutti ritengono di rilievo, ma che nonostante le buone intenzioni ancora non decolla. Anzi, ci sono solo le idee, la forza di volontà, la tenacia di chi non si è mai arreso. Di chi continua a “battere i pugni” per far in modo che quella struttura diventi uno dei pilastri del villaggio della solidarietà. E sono trascorsi anni, troppi. Ne sono una prova anche una pianta e l’erba che sono spuntate sul tetto di quella struttura di proprietà dell’Ater. Prima di ripulire tutta la sporcizia, che si trova all’interno (in parte fuori è stata eliminata dai volontari dell’associazione) e che porta anche a vedere topi “passeggiare”, è necessario che le istituzioni diano una mano per far aprire quei “petali della misericordia” in una zona, tra l’altro, che ha bisogno di rinascere.

Don Ermanno D’Onofri, de “Il Giardino delle rose blu ”lancia un nuovo appello: «Datemi un pezzo di carta in modo che anche tramite finanziamenti europei possa presentare il progetto e fare qualcosa di bello e importante per la comunità». E del progetto ha parlato di nuovo al sindaco Ottaviani che ha fatto visita nella sede di piazzale Europa in occasione dell’inaugurazione del mercato. Un progetto che il sindaco sostiene ritenendolo importante. “Petali di misericordia : il villaggio della solidarietà”, è il nome della realtà a cui si vuole dare vita. «Si vogliono creare vari spazi a uso soprattutto delle persone del quartiere - spiega don Ermanno - viste anche le problematiche della zona, la povertà».

È intenzione inglobare quello che già l’associazione ha nell’attuale sede, data a loro dalla Provincia e inaugurata a giugno dello scorso anno, dove si fa la distribuzione dei viveri alle famiglie in difficoltà, oltre alla sede vicina affittata dall’Ater e dove si fa formazione. «Unendo questi due servizi che abbiamo creeremmo altri spazi che sono: la mensa per i poveri che potrà integrare quella della Caritas esistente che fa servizio due volte a settimana; accoglienza notturna per le situazioni di povertà; un bagno e servizio doccia inesistente a Frosinone. Abbiamo famiglie con situazioni critiche, senza bagni, e tante sono italiane. Vogliamo potenziare la distribuzione dei viveri con locali idonei e creare spazi di aggregazione per anziani, bambini e disabili».

L’appello, dunque, alla Regione, all’Ater, alla Provincia e al Comune, enti quest’ultimi due che hanno già appoggiato l’idea di don Ermanno, insieme alla Diocesi. Abbiamo contattato anche il commissario dell’Ater, Antonio Ciotoli, il quale apprezzando e sottolineando l’impegno per il sociale di don Ermanno e di tutto lo staff dell’associazione, ritiene sia opportuno convocare un tavolo con le istituzioni per trovare una soluzione. La palla, ora, passa agli Enti per far aprire i petali della misericordia.

Foto Claudio Papetti