Sono i figli dei genitori che hanno vissuto gli anni ‘80 e ‘90. Quelli che ancora fanno l’aperitivo al wine bar e che hanno vestito i loro bambini come loro fin da quando erano piccoli e che ora non si distinguono più dai propri figli. Ricordano di essere genitori quando vedono i loro cuccioli con i bicchieri in mano, i maschi in atteggiamenti spavaldi e le ragazze, anche molto piccole, che si comportano come donne esperte. I nuovi adolescenti sono questo, hanno mantenuto le caratteristiche fondamentali, quelle che non si possono cambiare, l’età anagrafica e il bagaglio esperenziale che ne consegue, ma per il resto si comportano come se avessero il doppio della loro età e conoscessero le regole della vita meglio di James Dean. Passeggiano impettiti sotto i portici e si fermano davanti ai bar, ordinano superalcolici e vivono di aperitivi mattina e sera, loro, che fino a pochi anni prima ambivano ad avere una tazza di latte e nesquick.

Orde di adolescenti che si incontrano prima che i negozi chiudano e fanno la “spesa” nei supermercati e nei discount dove con una decina di euro acquistano rum, gin e altri super alcolici, magari aggiungendo qualche succo di frutta per creare un cocktail self made. Queste sono le scene all’ordine del giorno. Genitori disperati che si dicono “mio figlio questo non lo farebbe mai” e che poi quando lo vanno a riprendere a fine serata sentono uscire dalla sua bocca ventate di fuoco. «Sono i baristi i colpevoli - dicono i genitori - sono disposti a tutto pur di incassare». E ancora una volta difendono i comportamenti sbagliati dei loro pargoli che invece sono i primi a presentarsi da- vanti ai banconi chiedendo da bere.

Qualche madre esasperata ha anche fatto visita ai proprietari dei locali del centro minacciando querele e diffide: «Hanno dato da bere a mia figlia e lei ha solo 14 anni e mezzo. Non è possibile fare finta di niente», ma spesso sono gli amici più grandi ad aiutare quelli più piccoli a “passare”i controlli nei bar, soprattutto nelle se- rate del weekend quando ci sono continui flussi di clienti. I ragazzi bevono, sono piccoli e alla loro età anche solo un bicchiere di birra è sufficiente a creare disturbi. Il vero problema è che in poco tempo, anche due-tre serate, diventano assuntori abituali e quindi dipendenti. Perchè forse a volte, troppo spesso, ci si dimentica che l’alcolismo è una vera e propria dipendenza.

La sola grande differenza è che le sostanze stupefacenti sono vietate dalla legge, l’al - col si può trovare anche ogni due metri, nei locali o nei negozi. L’alcol è di sicuro la sostanza psicoattiva più dannosa, come documentato da numerose ricerche scientifiche, accessibile, economica e allo stesso la più diffusa nella nostra società essendo legale, ma non bisogna creare uno stereotipo che racconta una parte degli adolescenti come fosse il tutto.

I ragazzi di Cassino bevono e quando lo fanno, in particolare nel fine settimana, durante le feste o durante le vacanze estive, lo fanno esagerando. Non è un caso raro assistere a scene di giovani piegati a vomitare nelle aiuole dietro al palazzo di giustizia in via De Nicola, o dietro al Comune. Ma anche tra le strade del centro, dietro l’istituto delle suore Stimmatine e in via Verdi. Bevono tanto, fuori controllo, e scelgono alcol a buon prezzo di qualità bassa. Lo fanno per sentirsi grandi o per far sentire incolpa i grandi. Intanto nella comunità Exodus aumentano le file degli adolescenti che usufruiscono del centro di ascolto.