Aveva tentato di uccidere l’anziano convivente, di 75 anni, somministrandogli farmaci potentissimi, al fine di avere benefici sul patrimonio. Queste le accuse che il 13 giugno del 2013 portarono al- l’arresto, con la misura dei domi- ciliari, di una donna di Morolo, Ivana Carboni, ora quarantacinquenne. Ieri mattina la prima sezione della Corte di Appello di Roma ha confermato la sentenza per il reato di tentato omicidio.

La pena è di tre anni e otto mesi di reclusione. Stando alle accuse la donna tentò di avvelenare l’uomo, M.E., un noto commerciante benestante, con cui aveva una storia, tanto che erano arrivati anche a una convivenza. La quarantacinquenne, mescolandoli con il cibo e con le bevande, somministrava dosi molte alte al compagno, tanto che era stato costretto a diversi ricoveri. Proprio questi ricoveri all’ospedale di Frosinone, insospettirono i familiari, i quali erano riusciti a verificare che i malori non erano giustificati da una precisa patologia della quale l’anziano poteva soffrire.

I parenti si affidarono, così, all’avvocato di fiducia Giampiero Vellucci, il quale propose una denuncia alla Procura della Re- pubblica. Vennero sequestrate le cartelle cliniche, da dove emerse che il settantacinquenne, aveva ingerito potentissimi tranquillanti e farmaci che provocavano un sonno prolungato. Successivamente venne effettuata una perquisizione nell’abitazione della donna. Proprio in un armadio vennero trovati i medicinali. Dalla perizia effettuata venne dichiarata la parziale incapacità di intendere e di volere della signora, che invece aveva una sua pienezza mentale. Venne condannata in primo grado dal Tribunale di Frosinone a 3 anni ed 8 mesi. La Corte di Appello di Roma accolse la richiesta degli avvocati difensori della donna, Giuseppe Spaziani e Claudia Padovani.

Ieri il ricorso è stato rigettato ed è stata, invece, accolta la conferma della condanna a tre anni e otto mesi di reclusione e il grave reato di tentato omicidio. Gli avvocati della donna faranno ora il ricorso in Cassazione e se la sentenza sarà confermata chiederanno di farle scontare la pena nei servizi sociali.