Appena una settimana fa, mercoledì 18 gennaio, si sono aperti gli ordinativi per lo Stelvio, il Suv dell’Alfa Romeo prodotto a Piedimonte San Germano. Si tratta della prima versione del nuovo Suv di Alfa Romeo ad arrivare sul mercato, First Edition, posto sul mercato con prezzi che partono da 57.300 euro. Secondo alcune indiscrezioni provenienti da dentro Fiat Chrysler Automobiles, i primi giorni di apertura delle ordinazioni di Alfa Romeo Stelvio First Edition stanno mostrano un trend definito come molto incoraggiante dai responsabili della storica casa automobilistica del Biscione. Al pari di quanto avvenuto con la Giulia, anche l’esordio sul mercato del Suv Stelvio potrebbe essere iniziato subito con il piede giusto.

Un sospiro di sollievo per il Cassinate, dopo anni di dura crisi,che può sperare così con più facilità nel riassorbimento prima (già a febbraio, si ipotizza) di tutti i 4.300 operai con lo stop alla solidarietà, e poi a marzo quando effettivamente partirà la produzione di Stelvio, le tanto attese nuove assunzioni. Fiduciosa in tal senso si dice la Fim-Cisl, che spiega: «Grazie alla nostra azione contrattuale in FCA abbiamo portato investimenti, lavoro e rinnovato il contratto e ridato una prospettiva all’intero settore dell’automotive nel nostro Paese.

Questo ha significato salvare gli stabilimenti italiani e l’occupazione, quando nessuno ci credeva, portando la produzione dalle 595.000 vetture del 2013 ad oltre 1 milione del 2016. Tutto questo ha permesso, non solo la riduzione dell’uso della cassa integrazione e dei contratti di solidarietà (da 40% nel 2012-2013 a meno del 8 % nel 2016), ma anche assunzioni».

Non mancano scambi di accuse: «Le critiche della Fiom sul fronte salariale sono quindi puramente strumentali. Bisognerebbe infatti chiederle quali sono i risultati salariali che ha portato lei ai lavoratori Fcacon i contratti mai fatti? E ancora, in che modo hanno contribuito a rimettere in moto gli stabilimenti italiani creando occupazione e lavoro? Risposte che cadrebbero sicuramente nel vuoto dell’inconsistenza contrattuale di questi anni, riempita solo dalla sovraesposizione mediatica».