«Una sorpresa bella e inattesa. Le prime immagini che arrivano dal luogo erano terribili, una valanga di quelle proporzioni lascia poche speranze di sopravvivenza». A parlare è Davide Conte, uno degli angeli nell’inferno del Rigopiano, che da giorni stanno facendo fronte alla drammatica valanga che ha colpito l’hotel in Abruzzo. Un giovane medico di Cervaro che “lascia tutto” per dedicare tempo ed energie come volontario per intervenire nella tragedia dell’hotel Rigopiano e messo in ginocchio il centro Italia.

É lui a coordinare i soccorsi: 36anni, il dottor Conte è a capo del Dicomac della Protezione civile di Rieti al coordinamento delle squadre del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico che da giorni stanno fronteggiando l’emergenza neve. «Le squadre di soccorso alpino di Cassino, Collepardo e Latina sono state tra le prime a intervenire nella sera del 18 gennaio sull’albergo Rigopiano - spiega Conte - operando inizialmente nella ricerca delle persone intrappolate nella struttura. Uno scenario apocalittico con una valanga enorme e la speranza di trovare persone in vita esigue. La più bella sorpresa è stato scoprire che all’interno c’erano persone vive, soprattutto bambini».

Ricerche che per giorni sono andate avanti senza sosta, al freddo, scavando anche con le mani. Ancora adesso i soccorritori sono all’opera, si lavora per creare una nuova apertura su fronte opposto. Fino a questo momento sono 11 i superstiti mentre 23 le persone disperse. «La ricerca continua - aggiunge il coordinatore - Si scava nell’albergo e si fanno sondaggi nelle aree di fronte perché non sappiamo se tutti gli occupanti al momento dell’impatto fossero nella struttura. Il rischio di una nuova valanga resta alto, bisogna garantire anche la sicurezza dei soccorritori che sono stati dotati con apparecchi di rilevazione Arva (segnalatori sul corpo)». Una macchina dei soccorsi che non si è mai fermata dal terremoto del 24 agosto per far fronte a un’emergenza senza precedenti.

«Il nostro compito è raggiungere le popolazioni isolate dalla neve - evidenzia Conte - Le squadre hanno operato nelle prime ore sull’albergo ma contemporaneamente altre si sono occupate delle popolazioni disagiate per il problema neve. L’Abruzzo è sommerso da un quantitativo di neve inusuale e questo ha creato molti disagi e problemi: ci sono state situazioni complicate anche a carattere sanitario con persone che avevano necessità di assistenza sanitaria che si sono trovate tagliate fuori dalla possibilità di essere raggiunte».