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Frosinone

Scuola Pietrobono, Mastrangeli annuncia ricorso

Il primo cittadino spiega perché dice no alla transazione: ci esporrebbe davanti alla Corte dei Conti. E aggiunge: faremo reclamo al tribunale collegiale in difesa degli investimenti fatti dalla città in 50 anni

Scuola Pietrobono, Mastrangeli annuncia ricorso

Resta sempre caldo il dibattito intorno alla scuola media Pietrobono. L’amministrazione comunale si muove su un duplice fronte. Quello prettamente giuridico con i ricorsi presentati al tribunale civile, nel tentativo di evitare la vendita all’asta dell’immobile, sorto su un terreno che non è mai stato espropriato. E quello politico per rintuzzare gli attacchi di chi contesta il metodo finora seguito dalla giunta Mastrangeli. Sul piano giuridico, il primo cittadino annuncia un nuovo ricorso. Solo l’altro giorno, il sindaco Riccardo Mastrangeli aveva rivendicato le modalità dell’agire amministrativo evidenziando la necessità di salvaguardare le finanze dell’ente. A stretto giro al primo cittadino ha risposto il consigliere Anselmo Pizzutelli che, nel contestare il mancato accordo con la curatela fallimentare, ha elencato le spese fin qui sostenute dal Comune con riferimento soprattutto ai ricorsi, finora tutti respinti, davanti al giudice dell’esecuzione. Il consigliere evidenziava la doppia condanna alle spese subita dall’ente, una da 18.000 euro e un’altra da 86.000 euro, poi le consulenze, le spese per l’avvocato - altri 15.000 euro - e quelle del canone mensile (da 2.000 euro) per restare in possesso del bene in attesa degli sviluppi giudiziari. Infine, l’esborso per l’acquisizione sanante da 110.351 euro. Somme che, secondo il consigliere, si sarebbe potuto mettere sul piatto per la transazione con la curatela fallimentare. Il 7 ottobre, intanto, è stata fissata una nuova udienza per l’adozione dell’ordinanza di vendita dell’immobile.

Ora il sindaco interviene nuovamente per meglio chiarire il punto di vista dell’amministrazione, soprattutto alla luce dell’ultima ordinanza emessa dal giudice dell’esecuzione del tribunale di Frosinone. Per prima cosa l’amministrazione intende distinguere «in modo netto i profili tecnici dalle valutazioni di natura politica». Quindi, aggiunge: «Nel pieno rispetto dell’ordine giudiziario e nell’ambito del legittimo esercizio del diritto di difesa, il Comune di Frosinone proporrà reclamo al tribunale in composizione collegiale. Non si tratta di una contrapposizione istituzionale, ma dell’utilizzo di uno strumento previsto dal codice di procedura civile per sottoporre a un organo collegiale una questione giuridica particolarmente complessa - quella dell’acquisizione sanante - sulla quale l’amministrazione ritiene vi siano validi motivi di approfondimento».

Quanto al mancato accordo, il sindaco insiste: «Per quanto riguarda le ipotesi di “transazione” emerse nel dibattito politico, si ribadisce che l’amministrazione opera con la massima prudenza nella gestione delle risorse pubbliche. Valutare oggi un accordo economico con i creditori, a fronte di un atto amministrativo ritenuto legittimo e fondato, esporrebbe l’ente e i suoi amministratori a possibili responsabilità erariali dinanzi alla Corte dei Conti. Non è infatti possibile disporre pagamenti o indennizzi laddove si ritenga già perfezionato il rientro del bene nel patrimonio pubblico: agire diversamente significherebbe rischiare di utilizzare risorse dei cittadini in modo non giustificato. L’amministrazione rassicura inoltre famiglie, studenti e personale scolastico: la continuità didattica non è in alcun modo in discussione. Lo stesso tribunale ha fissato la prossima udienza per il 7 ottobre 2026 e il regolare versamento dell’indennità di occupazione, pari a 2.000 euro mensili, garantisce la piena operatività della scuola, escludendo qualsiasi rischio di interruzioni o provvedimenti improvvisi». Per il sindaco Mastrangeli «la nostra è una difesa della legalità e degli investimenti realizzati dalla città di Frosinone in oltre cinquant’anni di storia della scuola Pietrobono. Proseguiamo con fiducia e determinazione nel percorso giudiziario ordinario, confidando che la sede collegiale possa valutare appieno la complessità e la solidità delle nostre ragioni».

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