Cronaca
22.04.2026 - 14:12
Omicidio Mollicone, la superperizia della professoressa Cattaneo entra a far parte anche del processo d’appello bis. Questa mattina, dopo circa tre mesi di stop, il processo d’appello bis a carico dell’ex comandante della caserma di Arce Franco Mottola, la moglie Anna Maria, il figlio Marco (assolti già in primo e secondo grado e nuovamente in aula dopo la decisione della Cassazione) è ripartito. In aula la professoressa Cristina Cattaneo, medico legale che dirige il Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell'Università di Milano, che aveva redatto la superperizia, fondamentale nel rinnovato slancio dato al processo. ”Sappiamo che Serena Mollicone muore per un'asfissia meccanica facilitata dal trauma cranico - ha detto la professoressa Cattaneo - E questo lo si può dire per i segni sul cuore e per il fatto che è stata trovata con un sacco in testa e il nastro adesivo che copriva le vie aeree".
Per Cattaneo Serena avrebbe provato a lottare, com dimostrato da diverse lesioni sul corpo. Poi un colpo alla testa contro una superficie "ampia e piana" che per la procura resta la porta dell'alloggio a trattativa privata della caserma di Arce. "Un urto di una certa importanza che ha creato sanguinamento e rime di frattura ma non ha sfondato il cranio. Non potremo mai dire quanto grave era questo trauma e quindi se Serena sarebbe sopravvissuta e nemmeno quanto tempo è rimasta in vita dopo il trauma", ha aggiunto. Nell’escussione ancora in corso, la professoressa ha poi affrontato l’aspetto dell’altezza in relazione alla posizione della lesione nella porta spiegando che a prescindere dalla sua altezza “Serena potrebbe essere stata sollevata nell’urto".