L'editoriale
22.04.2026 - 11:59
Dunque Moderna voleva realizzare in provincia di Frosinone l’hub europeo di riferimento. Parliamo di un’azienda statunitense leader nello sviluppo di terapie e vaccini. Erano gli anni della pandemia da Covid 19. Lo ha rivelato, nell’intervista a Ciociaria Oggi, l’ex ministro Giovanni Tria. Sottolineando due aspetti. Il primo: l’appetibilità dell’area industriale del nord della Ciociaria. Il secondo; l’investimento non si concretizzò per «la complessità degli aspetti regolamentari delle norme italiane con riferimento ai contratti utilizzati da Moderna». Un elemento che nulla ha a che fare con il territorio. Ma che rivela un gap incolmabile.
Perché vuol dire che i labirinti e i ritardi della burocrazia, unitamente alla complessità di un quadro normativo bizantino e paludoso, affossano ogni speranza. Un dato di fatto che la classe dirigente politica ad ogni livello non affronta mai fino in fondo. Limitandosi a usare l’argomento a seconda dei ruoli (maggioranza oppure opposizione) che interpreta in un determinato momento storico. Da quanti anni si continua a ripetere (e basta) che l’Italia ha bisogno di riforme? Ma poi cosa si fa davvero per modernizzare il Paese e per renderlo competitivo? Nulla. L’approccio rimane costantemente ideologico, con un clima da scontro frontale. Del resto siamo nell’epoca degli algoritmi dei social network, pensati e declinati per favorire contenuti divisivi e polarizzanti. Dalla politica però è lecito aspettarsi molto di più. Perfino la capacità di saper andare controcorrente. Poi il professor Giovanni Tria, a proposito dell’idea di una Stazione Tav a Ferentino, fa una considerazione: «I treni ad Alta Velocità non possono avere troppe stazioni. Altrimenti non sarebbero più... ad alta velocità». Magari è per questo che la Stazione Tav rimane (da anni) una pagina mai scritta del libro dei sogni? Magari sarebbe arrivato il momento di dire le cose come stanno, evitando di tirare fuori l’argomento sempre e soltanto nel corso di una campagna elettorale? Detto questo, una Stazione Tav farebbe tutta la differenza del mondo. Ma non ci sono segnali veri. E allora meglio il coraggio della verità.
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