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Artena

Non ha calunniato un ex membro del Csm, Centofanti assolto anche in appello

L’imprenditore esce a testa alta anche dal secondo processo scaturito dal caso Amara
Lo scorso anno la sentenza che lo ha scagionato dall’accusa di corruzione in atti giudiziari

Non ha calunniato un ex membro del Csm, Centofanti assolto anche in appello

L’imprenditore Fabrizio Centofanti assolto anche in appello dall’accusa di calunnia nei confronti dell’ex componente del Consiglio superiore della magistratura Marco Mancinetti.

Il procedimento giudiziario era scaturito da un filone d’inchiesta autonomo sul caso, scoppiato nel 2019, delle dichiarazioni rese dall’avvocato siciliano Piero Amara sulla cosiddetta “Loggia Ungheria”, accusata di essere un gruppo di pressione finalizzato a orientare importanti nomine nella magistratura e in altri ambiti della pubblica amministrazione attraverso conoscenze influenti.
Dopo l’assoluzione nel processo di primo grado, ieri la Corte d’appello di Milano ha confermato la sentenza che scagiona Piero Amara e i due coimputati Giuseppe Calafiore e Fabrizio Centofanti, condannando alle spese la parte civile.

Per i giudici d’Appello l’ipotesi di calunnia nei confronti di Mancinetti sostenuta dalla procura generale e dalla parte civile è insussistente. I difensori di Centofanti, gli avvocati Maurizio Frasacco ed Ester Molinaro, hanno subito espresso la loro soddisfazione per la sentenza assolutoria. Amara, anche lui assolto, è stato difeso dagli avvocati Salvino Mondello e Francesco Montali. La procura aveva chiesto la condanna a tre anni per Amara e a due e mezzo per Centofanti e per Calafiore.
Circa un anno fa Centofanti era uscito di scena anche dal filone principale dell’inchiesta milanese sul cosiddetto “Sistema Siracusa”. A distanza di anni dai fatti contestati, i giudici di secondo grado lo avevano assolto con formula piena scagionandolo definitivamente dall’accusa di corruzione in atti giudiziari.

Il procedimento riguardava un viaggio di Capodanno a Dubai, organizzato alla fine del 2013 e finanziato, secondo l’accusa, da Centofanti a beneficio dell’allora pm di Siracusa Giancarlo Longo e degli avvocati Piero Amara e Giuseppe Calafiore, coinvolti a vario titolo nello scandalo. Anche i familiari dei partecipanti avrebbero preso parte alla trasferta.
In primo grado, l’imprenditore era stato condannato a una pena di sei anni, anche se la sua difesa, sostenuta allora dagli avvocati Nino Favazzo e Maurizio Frasacco, aveva sempre ribadito che Centofanti si era limitato ad anticipare le spese del viaggio per conto dell’intero gruppo, ricevendo successivamente un rimborso integrale da parte degli avvocati Amara, senza che gli fossero stati chiariti i motivi per cui questi ultimi avessero deciso di coprire anche i costi sostenuti da Longo.
Ora, caduta anche l’accusa di calunnia nei confronti di Mancinetti, l’imprenditore può archiviare l’intera vicenda da cui esce a testa alta.

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