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Ferentino

Prese a pugni un operaio sull'escavatore: condannato

Il Tribunale di Frosinone respinge le tesi di legittima difesa e stato di necessità: l’uomo colpì il lavoratore durante una lite legata a presunti rifiuti interrati

tribunale frosinone

Il tribunale di Frosinone

Prese a pugni un operaio che si trovava su un escavatore, confermata la condanna per un sessantenne di Anagni, accusato di lesioni nei confronti di un uomo di Ferentino. Lo scorso anno il giudice di pace lo aveva condannato al pagamento di una multa più le spese processuali e i danni nei confronti del ferentinate.

I fatti risalgono a qualche anno fa quando venne scoperta una discarica abusiva.
L’operazione venne portata avanti dai militari della locale stazione, coadiuvati dai colleghi della stazione carabinieri forestale e dall’Arpa Lazio, nell’ambito di una specifica attività info investigativa finalizzata a contrastare illeciti in materia ambientale.
Durante i lavori intervennero anche alcuni cittadini preoccupati per quanto si stava realizzando nella loro zona. Dalle parole l’anagnino sarebbe passato ai fatti aggredendo l’operatore, che si trovava sull’escavatore. L’uomo era stato colpito con un pugno sul volto riportando ferite.

Il Tribunale di Frosinone, investito in sede di appello per l’aggressione avvenuta nel marzo 2018 a Ferentino durante le operazioni di movimentazione della terra, ha condannato, dunque, per lesioni il sessantenne che intervenne sferrando un pugno al volto dell’operaio intento ai lavori.
Il fatto nacque da un diverbio sul fondo confinante, dove un ferentinate – a dire dell’aggressore – stava interrando rifiuti tossici (bitume, oli) con un escavatore , rischiando anche di danneggiare un muro di confine e di inquinare il terreno agricolo.

Al fine di giustificare il suo gesto, l’uomo ha sostenuto in giudizio di aver agito per stato di necessità e legittima difesa. Dal canto suo, l’operaio sostenne di essere intento a livellare il terreno per conto del datore di lavoro. Il giudice di pace di Ferentino condannò l’imputato per lesioni personali. Il giudice ritenne provata la responsabilità dell’imputato oltre ogni ragionevole dubbio, valorizzando in particolare il referto medico e le testimonianze, e respinse le tesi difensive che invocavano la legittima difesa e lo stato di necessità, perché non sussisteva un “pericolo attuale”: anche ammesso che la persona offesa stesse interrando materiale tossico, l’imputato avrebbe dovuto chiamare le forze dell’ordine e non aggredirlo fisicamente.
Il ferentinate, attraverso l’avvocato Alfredo Frasca, è riuscito a dimostrare l’illegittimità della condotta dell’aggressore, superando le esimenti e consentendo così al suo assistito di ottenere giustizia dopo svariati anni di battaglia legale.

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