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Lo studio della Banca d'Italia

Riciclaggio, in Ciociaria fiumi di denaro sospetto

Crescono dell’11% in provincia le operazioni segnalate per l’antiriciclaggio dagli operatori finanziari. Mai così tante in Ciociaria: nel 2025 sono state 868. Da tre trimestri superata sempre quota 400

Riciclaggio, in Ciociaria fiumi di denaro sospetto

La Banca d’Italia ha diffuso i dati sulle segnalazioni delle operazioni sospette da parte dell’Unità d’informazione finanziaria

Record di segnalazioni di operazioni sospette in Ciociaria.

Il dato è tratto dall’ultimo rapporto “I quaderni dell’antiriciclaggio” curato dalla Banca d’Italia. In tutto il 2025, in provincia di Frosinone, sono state registrate 868 operazioni sospette, equamente distribuite tra primo (429) e secondo semestre (439). Erano 423 nel secondo semestre 2024. Roma, a parte, nel resto del Lazio si contano 1.128 segnalazioni di operazioni sospette a Latina, 399 a Viterbo e 143 a Rieti. Si contano più segnalazioni di operazioni sospette a Frosinone che ad Ancona, Mantova, Trieste, La Spezia, Pescara, Catanzaro, Alessandria, Siracusa o Agrigento per fare un paragone.
Negli ultimi anni la provincia di Frosinone è passata dalle 631 segnalazioni di operazioni sospette del 2021 alle 731 del 2022, poi alle 659 del 2023 e alle 778 del 2024. Nell’ultimo anno, pertanto, le segnalazioni sono aumentate dell’11,56%. Rispetto al secondo semestre del 2024, invece, le segnalazioni crescono del 3,78%.

A livello nazionale, fa sapere l’Unità di informazione finanziaria per l’Italia, «nel secondo semestre 2025 la Uif ha ricevuto 81.232 segnalazioni di operazioni sospette, il numero più elevato mai registrato in un singolo semestre». Più 7,8% rispetto al 2024. Nell’intero anno le segnalazioni sono state 162.058, «il livello più alto mai conseguito, con una crescita dell’11,5% per cento rispetto all’anno precedente. Nel semestre in esame la Uif ha esaminato e trasmesso agli organi investigativi 82.576 segnalazioni, superando il picco di analisi svolte raggiunto nel semestre precedente e registrando un incremento dell’11,6% rispetto al secondo semestre del 2024». Su base annua, 163.888 segnalazioni, «il livello più alto mai conseguito, con una crescita del 13,9% rispetto all’anno precedente, per effetto della graduale adozione di metodi e strumenti di classificazione automatica delle segnalazioni di operazioni sospette nel corso del 2025». Nel mirino finiscono così operazioni di riciclaggio, ma anche di finanziamento del terrorismo.

L’aumento è ascrivibile principalmente a banche e Poste, con un più 33,6%, per 12.323 sos inviate in più rispetto allo stesso semestre del 2024. Ma spiccano pure «gli operatori attivi nel commercio e nella fabbricazione di oro e preziosi (+1.820 rispetto al corrispondente semestre dell’anno precedente) e i prestatori di servizi per le cripto-attività (+1.408). Per questi ultimi si registra una tendenza di forte crescita: dalle 514 segnalazioni del secondo semestre 2023 si è passati alle 3.220 del semestre appena concluso».

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