Sant'andrea del garigliano
16.02.2026 - 17:21
Nei giorni scorsi i carabinieri della stazione di Sant’Apollinare hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Cassino un giovane di 19 anni e una donna di 45 anni, residenti in comuni dell’hinterland di Napoli e già noti alle forze dell’ordine, responsabili di truffa e rapina impropria ai danni di due coniugi anziani di Sant'Andrea del Garigliano. L’episodio si inserisce nel preoccupante fenomeno dei reati ai danni delle persone anziane, purtroppo in costante crescita e caratterizzati da modalità sempre più insidiose e studiate per sfruttare la buona fede e la fragilità delle vittime. In particolare, nella mattinata del 7 gennaio scorso, il diciannovenne ha contattato telefonicamente una settantasettenne presentandosi come il nipote. Con tono allarmato il giovane ha riferito che la madre — figlia dell’anziana — aveva ricevuto una multa e che, non disponendo della somma necessaria per il pagamento, rischiava gravi conseguenze. Il diciannovenne ha chiesto quindi se in casa ci fossero denaro o gioielli, annunciando l’imminente arrivo di un “amico” incaricato del ritiro. Pochi istanti dopo, mentre la vittima era ancora al telefono con il finto nipote, un giovane si è presentato alla porta dell’abitazione, qualificandosi come l’amico annunciato.
La donna, convinta di aiutare un familiare in difficoltà, ha preso dalla camera da letto alcuni gioielli in oro e li ha consegnati al soggetto. Nel frangente è sopraggiunto il marito della vittima che, insospettito, ha tentato di bloccare il giovane. Quest’ultimo, per garantirsi la fuga, lo ha spinto e si è allontanato rapidamente con i gioielli, per un valore complessivo di circa 4.000 euro, creando i presupposti per essere accusato di rapina impropria. Le immediate indagini condotte dai carabinieri di Sant’Apollinare si sono concentrate sull’analisi delle immagini del sistema di videosorveglianza comunale. Proprio grazie all’attenta attività investigativa e alla qualità delle riprese, i militari sono riusciti a individuare una Fiat Punto bianca utilizzata dai malfattori, elemento determinante per risalire all’identità dei due indagati. La posizione dei due è ora al vaglio dell’Autorità Giudiziaria competente.
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