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Frosinone

Neurochirurgia, vascolare e radiologia insieme per un’operazione salvavena

All'ospedale Spaziani un nuovo intervento multidisciplinare ad alta complessità

Neurochirurgia, vascolare e radiologia insieme per un’operazione salvavena

Un nuovo intervento multidisciplinare ad alta complessità è stato eseguito nei giorni scorsi all’Ospedale ‘Fabrizio Spaziani’ di Frosinone, confermando ancora una volta il grande livello di integrazione e professionalità raggiunto dalle equipe di neurochirurgia, chirurgia vascolare e radiologia interventistica della Asl di Frosinone.La collaborazione tra queste tre specialità, attiva fin dalla loro istituzione, ha permesso negli ultimi anni di ampliare in modo significativo l’offerta terapeutica dell’azienda, rendendo possibile la gestione di casi complessi senza ricorrere a trasferimenti fuori provincia. Un risultato che testimonia la crescita costante delle competenze e delle tecnologie presenti nel presidio ospedaliero.

A coordinare i tre team sono stati il dottor Giancarlo D’Andrea (neurochirurgia), la dottoressa Laura Capoccia (chirurgia vascolare) e il dottor Andrea Wlderk (radiologia interventistica), che hanno operato congiuntamente su una paziente già sottoposta altrove a stabilizzazione vertebrale lombare, rivelatasi però insufficiente a risolvere la sintomatologia dolorosa.

La revisione dell’impianto presentava un rischio elevatissimo: le viti peduncolari precedentemente inserite oltrepassavano il corpo vertebrale, penetrando nella pelvi e andando in conflitto con le vene iliache bilaterali. La loro rimozione avrebbe potuto provocare una grave emorragia intra-addominale. Per garantire la massima sicurezza, è stata pianificata una strategia combinata. Per via transfemorale, la radiologia interventistica ha posizionato due palloni endovascolari nelle vene iliache, con funzione emostatica preventiva. Contestualmente, per via transgiugulare, è stata eseguita una flebografia di controllo - un esame radiologico invasivo che utilizza un mezzo di contrasto iodato per visualizzare il sistema venoso - che ha escluso la presenza di sanguinamenti attivi. Durante tutta la procedura, un medico della chirurgia vascolare ha assicurato monitoraggio continuo e disponibilità immediata a intervenire in caso di complicanze.

Grazie a questa sinergia, il neurochirurgo ha potuto rimuovere in sicurezza le viti e procedere a un nuovo impianto di stabilizzazione vertebrale, correggendo la causa meccanica responsabile della lombalgia cronica che comprometteva la qualità di vita della paziente. L’intervento si è concluso senza complicanze e la paziente è stata dimessa dopo pochi giorni, con un netto miglioramento rispetto al quadro clinico iniziale.

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