Anagni
10.02.2026 - 09:11
Un momento della seduta consiliare di ieri mattina
Raccolta differenziata e biodigestore, seduta consiliare al calor bianco. Ieri mattina il consiglio comunale, convocato dal presidente Davide Salvati con un solo punto all’ordine del giorno, ha registrato tensioni ed accuse che finiranno sul tavolo del prefetto.
Pare infatti che “a pochi giorni dall’udienza decisiva del 25 febbraio 2026, l’amministrazione comunale abbia formalizzato la rinuncia al ricorso contro il biodigestore, chiedendo al Tar di dichiarare improcedibile la causa”. Determinando, secondo il gruppo consiliare LiberAnagni, “un via libera definitivo all’impianto e che sancisce il tradimento totale delle promesse fatte ai cittadini in campagna elettorale”.
Quindi l’affondo: “Questa rinuncia è stata decisa nelle segrete stanze, senza alcun passaggio in Consiglio e senza delibere di giunta pubblicate. Il sindaco ha tentato di giustificarsi citando una fantomatica discussione nello scorso Consiglio, smentita dai fatti e dagli atti. È inaccettabile che una decisione presa all’unanimità nel 2021 venga cancellata con un colpo di spugna burocratico, sottraendo ai rappresentanti dei cittadini il diritto di voto”. “Il problema non è solo il biodigestore, è il valore della parola data ai cittadini”, ha detto Santovincenzo.
LiberAnagni ha quindi anticipato il ricorso al prefetto e la mobilitazione: “L’unica speranza di fermare questo impianto resta ora il ricorso delle associazioni e dei comitati cittadini che il 25 febbraio continueranno la battaglia legale, ormai lasciati soli dal Comune che ha chiesto di respingere il ricorso, dichiarando di avere interesse alla realizzazione dell’impianto”.
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