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Suicidio di Paolo Mendico

Sospensione disciplinare per la dirigente dell'istituto

Un provvedimento che ha immediatamente sollevato le proteste della FLC CGIL, che accusa il Ministero di aver agito con una "operazione politica"

Paolo Mendico

Paolo Mendico

Il suicidio di Paolo Mendico, lo studente dell’Istituto "Pacinotti" - la cui famiglia è originaria di Cassino - che si è tolto la vita alla vigilia dell’inizio dell'anno scolastico, continua a scuotere il mondo della scuola e la cronaca locale. La dirigente dell'istituto ha ricevuto una sospensione disciplinare di tre giorni, un provvedimento che ha immediatamente sollevato le proteste della FLC CGIL. Secondo il sindacato, il Ministero avrebbe agito con una "operazione politica", cercando un capro espiatorio ancor prima che la magistratura accerti le reali responsabilità penali. ​Mentre la burocrazia segue il suo corso, emerge però il lato più intimo e doloroso della vicenda. La famiglia del giovane ha affidato i suoi diari alla psicologa forense Marisa Aloia per un’"autopsia psicologica". Dalle pagine scritte da Paolo emergono solitudine e frustrazione: racconti di umiliazioni subite tra i banchi che delineano un quadro di sofferenza lontano dall'essere risolto con una sanzione amministrativa. L’inchiesta per istigazione al suicidio prosegue, cercando risposte tra quelle righe cariche di disagio.

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