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Sabaudia

Inchiesta sui chioschi: la difesa di Secci ricusa il giudice

Ora starà ai giudici della Corte d'Appello di Roma valutare la fondatezza dell'istanza

Inchiesta sui chioschi: la difesa di Secci ricusa il giudice

La difesa dell’ex vicesindaco di Sabaudia Giovanni Secci ha presentato un’istanza di ricusazione nei confronti del giudice per le indagini preliminari Giuseppe Cario, depositandola alla Corte d'Appello di Roma. La circostanza è emersa oggi, martedì 20 gennaio, nel corso dell’interrogatorio preventivo svoltosi nel Tribunale di Latina. Il giudice per le indagini preliminari era chiamato a pronunciarsi sulla richiesta di arresto avanzata dalla Procura, su impulso del pubblico ministero Giuseppe Miliano, titolare dell’inchiesta. L’ipotesi di reato contestata riguarda la turbativa d’asta, con riferimento all’affidamento dei chioschi sul lungomare di Sabaudia. La richiesta di ricusazione, secondo la difesa di Giovanni Secci, assistito dall’avvocato Renato Archidiacono, si fonda sul fatto che il gip avrebbe già espresso valutazioni entrando nel merito dei presunti indizi di colpevolezza. Ora starà ai giudici della Corte d'Appello di Roma valutare la fondatezza di questa istanza. Intanto per Secci, che lunedì si è dimesso, il pm ha richiesto un provvedimento cautelare. Così come per Elisa Cautilli e Giuseppe Caramanica, due dirigenti comunali. Le indagini sono state portate avanti dai carabinieri della forestale e dalla guardia di finanza.

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