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Cassino

Stellantis, produzione ai minimi storici

Nel 2025 lo stabilimento si è fermato a 19.364 unità, registrando un pesante -27,9% rispetto all’anno precedente. Uliano (Fim Cisl): «Cassino è l’unica realtà in cui il piano annunciato nel dicembre 2024 non è stato attuato»

Crisi Stellantis

Non si arresta l’emorragia produttiva dello stabilimento Stellantis di Cassino, che continua a offrire l’immagine di una fabbrica sospesa più nell’attesa che nella produzione.

I 105 giorni di fermo certificano un primato amaro, suggellato da un dato che pesa come una sentenza: meno di ventimila autovetture uscite dalle linee in un anno. È una fotografia severa, quasi spietata, dello stato di salute di un sito industriale che vive ai piedi dell’abbazia. Ammortizzatori sociali e lavoro a singhiozzo scandiscono la quotidianità, mentre l’organico si è assottigliato fino a quota 2.200 addetti, riducendo la fabbrica a un’ombra della sua forza storica.
A rendere il quadro ancora più fragile è la mancata missione produttiva, tra rinvii e incertezze che sembrano trovare cittadinanza solo in questa “terra martire”, come denunciato con chiarezza dalla Fim Cisl in occasione della presentazione del report 2025. Cassino, un tempo simbolo di continuità industriale, oggi appare prigioniera di promesse differite e di un futuro che tarda ostinatamente a prendere forma.

Ma veniamo ai dati. Nel 2025 la produzione dello stabilimento di Cassino è crollata a 19.364 unità, registrando un pesante -27,9% rispetto al 2024 che già aveva il suo record negativo sul 2023.
Si tratta del dato peggiore nella storia del sito. A titolo di confronto, nel 2017, primo anno con le produzioni Alfa Romeo Giulietta, Giulia e Stelvio, si raggiunsero 135.263 unità.
Da quattro anni lo stabilimento opera su un solo turno, con un impatto negativo crescente sull’occupazione e su un massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali.
Le produzioni delle Alfa Romeo Giulia e Stelvio si sono attestate a 14.378 unità, pari a circa tre quarti dei volumi complessivi dello stabilimento.
Le Maserati Grecale prodotte sono state poco meno di 5.000 unità, con la versione full electric che rappresenta poco più del 4% del totale.

Nel corso dell’anno si sono registrate oltre 105 giornate di fermo produttivo; nelle giornate lavorate, circa 600 operai sono stati coinvolti nel contratto di solidarietà. Gli occupati complessivi nello stabilimento sono scesi a 2.200 unità.
«A Cassino è stata assegnata la nuova piattaforma Stla Large Bev - specifica Ferdinando Uliano, segretario generale Fim Cisl - sulla quale dovranno essere prodotte le future Alfa Romeo Stelvio e Giulia, anche in versione ibrida, come previsto dagli impegni assunti in sede ministeriale. Tuttavia, Cassino è l’unica realtà in cui il piano annunciato nel dicembre 2024 non è stato attuato», incalza il sindacalista. Che continua: «Il lancio, inizialmente previsto per la fine del 2025, è stato rinviato e, ad oggi, non è stata comunicata una nuova data.

Si tratta di un rinvio che giudichiamo negativamente, poiché genera forti preoccupazioni, accentua l’incertezza occupazionale e aumenta il ricorso agli ammortizzatori sociali. Nel medesimo incontro ministeriale è stato inoltre comunicato l’arrivo di un terzo modello “top di gamma”, previsto per il 2027.
Come Fim-Cisl, riteniamo urgente e indispensabile che Stellantis fornisca certezze concrete sui tempi di lancio dei nuovi modelli, mettendo in campo tutte le possibilità di anticipo e senza ulteriori rinvii. Lo stabilimento di Cassino ha enormi potenzialità: la presenza dei marchi Alfa Romeo e Maserati rappresenta una reale opportunità di sviluppo e rilancio che il futuro piano industriale di Stellantis deve assumere con decisione».
È questo lo scenario che si trova a vivere Cassino Plant, un quadro “clinico” poco rassicurante sia per il mondo operaio che per il territorio, terminale di una crisi senza paragoni.
Per invertire la tendenza servirebbe il rispetto del piano industriale ma i nuovi modelli tardano ad arrivare e con essi scivola verso il basso la speranza di un futuro diverso.

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