Processo Fidaleo, rigettata la richiesta dell'abbreviato condizionato alla perizia psichiatrica e alla valutazione di alcuni documenti depositati in mattinata. Una lunghissima camera di consiglio in seno all'udienza preliminare di questa mattina dopo la conclusione dell'inchiesta aperta sull'omicidio di Giovanni Fidaleo, il sessantaseienne di San Giorgio a Liri, ucciso il 7 marzo scorso all'interno dell'albergo Nuova Suio da Giuseppe Molinaro - appuntato dei carabinieri attualmente recluso nel carcere di Santa Maria Capua Vetere - con quattro colpi della sua pistola di ordinanza.

Il militare, che per molti anni ha prestato servizio alla stazione dei carabinieri di Castelforte, secondo il sostituto procuratore del tribunale di Cassino, Chiara D'Orefice, deve rispondere dei reati di omicidio di Giovanni Fidaleo, di tentato omicidio della trentenne Miriam Mignano, guardia giurata di Castelforte ferita gravemente nonché di stalking nei confronti di quest'ultima, alla quale portò via il telefono. E quindi tra i capi di accusa figura anche quella di furto.

Accuse contestate in aula. In mattinata le richieste avanzate dalle difese e, dopo una attenta analisi del gup, la scelta: sì all'abbreviato secco. Si discuterà il prossimo 22 aprile. Le difese dell'imputato, gli avvocati Guarriello e Tamburrini, ma anche quelle di parte civile - De Vivo, Panaccione e De Angelis - sono pronte.