Uno scempio senza fine. Tra quelle storiche e quelle che continuano a spuntare, il territorio è disseminato di discariche abusive. Tra le più datate c'è quella esistente lungo via Antica Sferracavalli, la vecchia strada che dalla piana conduceva al paese, transitando di fianco al cimitero di San Marciano. Nei suoi primi duecento metri, lungo la scarpata a monte, nascosti tra i rovi e le sterpaglie si trovano elettrodomestici, scarti edili e domestici, lamiere, teli, teloni, incerate, sacchi di plastica.

Alcuni oggetti mostrano un avanzato stato di deterioramento, segno che sono lì da molto tempo e che nessuno si è preso l'onere di rimuoverli dal sottobosco. In particolare, alcuni pneumatici sono stati abbandonati all'interno di vecchie calcare (forni da calce) nella speranza che non venissero visti: uno schiaffo al patrimonio dell'archeologia industriale atinate che offre diversi esempi ancora da recuperare.

Nei decenni passati, lungo quel tratto di via Antica Sferracavalli (costruita nel 1848) veniva realizzata la calce viva: infatti la zona è priva di case e si trova lontano dalle direttrici più trafficate, per questo fu scelto anche come luogo ideale per ospitare un cimitero. Ma non di rifiuti, però.