Prosegue l'impegno del mondo politico e istituzionale affinché si giunga all'annullamento del decreto di trasferimento del 72° Stormo dell'Aeronautica militare e della scuola elicotteristi dall'aeroporto "Moscardini" di Frosinone a Viterbo. «La partita del 72º Stormo non è ancora chiusa. Sullo spostamento della scuola di volo ancora non è detta l'ultima parola». Il deputato della Lega al Parlamento europeo Maria Veronica Rossi ha incontrato, giovedì scorso, il capo di Stato maggiore della Difesa, Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, per porre alla sua attenzione la questione della scuola di volo e del 72º Stormo.

«L'ufficiale ha mostrato grande sensibilità verso il problema e si è dimostrato disponibile ad analizzare la questione e a valutare tutte le criticità di un trasferimento che tutto è tranne che virtuoso, economico e strategico per le nostre forze armate – ha sottolineato Rossi – È cruciale proteggere la storica realtà del 72º Stormo dell'Aeronautica militare da un trasferimento privo di logica dal territorio ciociaro. Nel 2020, il ministro della Difesa Guerini avallò questa decisione, mirando a risparmi, ma ora appare anacronistica e decontestualizzata rispetto agli attuali scenari bellici e alla geopolitica europea».

L'eurodeputata insiste, poi, sulla mancanza di spiegazioni chiare che motivino la scelta del trasferimento della scuola di volo da Frosinone a Viterbo e pone una serie di interrogativi: «Le motivazioni sono tecniche? Falso, perché Frosinone rispetto a Viterbo offre migliori condizioni di addestramento per i piloti. Le motivazioni sono logistiche? Falso, perché Frosinone è collegata con il resto del mondo un milione di volte meglio rispetto a Viterbo. Le motivazioni sono legate alla struttura militare? Falso, perché a Frosinone c'è già tutto quello che serve per una scuola di volo interforze – prosegue – e basterebbero investimenti minimi per adeguare l'aeroporto alle mutate esigenze, mentre a Viterbo c'è poco o niente di quello che realmente serve».

Rossi torna inoltre sulla questione dello scalo civile. «Se Viterbo un giorno dovesse ospitare il terzo scalo civile del Lazio, come si farebbe a conciliare l'attività addestrativa militare con il traffico civile in uno spazio aereo saturo come quello di Viterbo?» E aggiunge: «Qui non stiamo parlando solamente di "politica" militare, ma anche del destino di centinaia di famiglie e dell'eventuale depauperamento economico di un territorio, la Ciociaria, che già da anni sta soffrendo per un processo di deindustrializzazione che ha eroso ricchezza economica e sociale».

L'eurodeputato sottolinea dunque che l'impegno richiede il coinvolgimento di associazioni, società civile e settore produttivo e azioni politiche e istituzionali a ogni livello per annullare il provvedimento di trasferimento del 72° Stormo e della scuola elicotteristi. «La mozione, proposta nei consigli comunali della Provincia – ricorda – mira a rafforzare ulteriormente questa causa di fondamentale importanza. Servono iniziative concrete perché, al di là di tutto, la cosa che mi ha maggiormente amareggiato è che, a oggi, sono stata l'unica rappresentante istituzionale del nostro territorio a essersi confrontata direttamente con lo Stato maggiore della Difesa su questo tema. Comunque – conclude – l'importante è aver capito che nulla è ancora perduto, e finché rimarrò in carica nell'Europarlamento profonderò ogni impegno per scongiurare lo spostamento da Frosinone a Viterbo del 72º Stormo e della scuola di volo per elicotteristi».