La pista ciclabile bussa alle porte della cittadina termale con lavori già in corso su via Prenestina a cura dell'Astral e, come previsto, già divampano le polemiche. Nessuno mette in discussione le ricadute positive che offre la "bike economy", ma si discute animatamente sull'opportunità o meno di far transitare nel cuore di Fiuggi Fonte una struttura così impattante, che inevitabilmente finirà per restringere le carreggiate, creando problemi di viabilità soprattutto nel periodo di alta stagione e danni ai commercianti che vedranno transitare la pista ciclabile davanti alle loro serrande con tanto di cordolo giallo in plastica, largo 50 centimetri, che di fatto impedirà la sosta veloce.

Tra le tante perplessità, riecheggia la domanda: quando dureranno quei cordoli? Chi dovrà farsi carico della manutenzione della pista nei prossimi mesi? Con quali risorse finanziarie? Farà la fine del tratto che attraversa il comune di Acuto, abbandonato da anni e invaso dai rovi? Tratto per il quale nei giorni scorsi il presidente della XII Comunità montana, Achille Bellucci, ha annunciato lavori di sistemazione con fondi regionali. Non è poi un mistero che il Comune di Fiuggi, così come l'associazione degli albergatori, voleva che la pista transitasse ai margini del centro urbano. Così evidentemente non è stato e sul perché presto se ne parlerà anche in consiglio comunale.
Allo studio dell'ente di piazza Trento e Trieste anche l'ipotesi di rendere promiscuo il tratto di pista ciclabile che attraverserà Fiuggi Fonte, eliminando quindi i cordoli da 50 centimetri. Staremo a vedere.

Al riguardo, però, sui social è già scoppiato un putiferio: "Magari prima andava sistemata la pista già esistente che collega Fiuggi, Acuto e Piglio, visto che è abbandonata e i ciclisti passano sulla carreggiata già stretta e pericolosa in prossimità delle curve", scrive Paolo Terrinoni. Di parere diverso, invece, Felice D'Amico per il quale la pista ciclabile significa "sostenibilità. E commenta: "Con le parole non si risolve mai nulla. Mai si inizia un nuovo percorso e mai si saprà se l'attuale è il migliore".
Facile immaginare che in città il dibattito crescerà con l'avanzare del cantiere.