Il cigno nero vola su Frosinone e su gran parte della Ciociaria e con la maschera antigas. Il rapporto "Mal'aria di città 2024" consegna al capoluogo ciociaro un record di cui, certamente, avrebbe fatto volentieri a meno, ovvero quello di città capoluogo con il maggior numero di sforamenti di pm10 in Italia.
Nel 2023, 18 città su 98 hanno superato i limiti giornalieri di pm10. Frosinone è stata, tra i centri più grandi monitorati, maglia nera con 70 giorni di sforamento con la centralina dello Scalo (complice probabilmente anche la recente riapertura al traffico veicolare proprio davanti e intorno alla centralina di rilevazione), seguita da Torino (66), Treviso (63), Mantova, Padova e Venezia con 62. Preoccupa il confronto con i nuovi target al 2030: fuorilegge il 69% delle città per il pm10, l'84% per il pm2.5 e il 50% per l'NO2.

«Il record negativo di Frosinone per le pm10 e Roma tra le peggiori città per NO2, è un grido di allarme incontrovertibile sulla salute della cittadinanza di tutto il Lazio - commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio - A questi parametri di qualità dell'aria pessima bisogna rispondere con politiche alte e forti: a Frosinone pedonalizzazioni, contrasto alla sosta selvaggia, implementazione del Bus Rapid Transit e ripristino della funzionalità dell'ascensore inclinato, ztl del centro storico, impulso alla sharing mobility e nuove ciclabili; a Roma subito Fascia Verde, Congestion Charge, nuovi Tram, Ciclovie, Sharing Mobility, Metro e Bus elettrici.

Ci rivolgiamo al presidente della Regione Rocca, al sindaco di Roma Gualtieri e a quello di Frosinone Mastrangeli, perché si lavori tutti nella stessa direzione per abbattere il numero di vetture inquinanti, ridurre le emissioni da riscaldamenti a biomasse, scardinare lo strapotere delle automobili sulle strade cittadine con provvedimenti immediati e strutturali, da Città30 alla riduzione dei limiti di velocità sulle autostrade per inquinamento; da una potente cura del ferro e un piano di rilancio del Tpl a una diffusione della micro e macro mobilità condivisa; dalla messa a bando dei Diesel per fermare il Biossido di Azoto a tutte le forme di sostegno per la diffusione di veicoli a emissioni zero. Insieme ai limiti di legge attuali per polveri sottili e biossido di azoto, oltre i quali siamo già abbondantemente, l'aumento della qualità dell'aria che viene chiesto dall'Europa con le nuove direttive, deve obbligare il sistema paese e, nello specifico i luoghi di crisi del Lazio, a prendere provvedimenti coraggiosi sui quali dal mondo ambientalista e dai cittadini con a cuore la salute collettiva e l'ambiente, non può che arrivare un grande sostegno».

Secondo i dati di Legambiente, infatti, a Roma è necessario abbattere il 37% di NO2 per rientrare nei parametri che saranno da raggiungere entro il 2030, a Frosinone del 29% le pm10 e del 33% le pm2,5. Anche a Latina si dovrà lavorare per ridurre del 6% le pm10, buona la qualità dell'aria e entro i limiti attuali e previsti sia a Rieti che e Viterbo.

«A Frosinone, con i valori record di polveri sottili, c'è bisogno di scelte politiche per il risanamento della qualità dell'aria - dichiara Stefano Ceccarelli presidente del circolo Legambiente il Cigno di Frosinone - per la nostra salute, l'ambiente, il contrasto alle emissioni climalteranti e un miglioramento della qualità della vita. Torniamo a essere il capoluogo con più giorni di mal'aria da pm10 ma un risultato così negativo deve anche dare un grande impulso ad atti concreti e coraggiosi come quelli per una città più ciclabile e amica dei pedoni, e a progetti da realizzare velocemente, come la Ztl nel centro storico, la riduzione dei limiti di velocità nell'autostrada del sole, il potenziamento del Tpl con l'implementazione del Bus Rapid Transit e il ripristino dell'ascensore inclinato, politiche per la sharing mobility per la città e anche su tutto il complicato contesto della Valle del Sacco. Uscire dall'era delle fonti fossili per questo luogo, non è solo un impegno da assumere per contrastare il cambiamento climatico in corso ma anche per i nostri polmoni e il futuro del territorio».

Ma se Frosinone fa registrare numeri disastrosi sugli sforamenti (anche se per concentrazioni non è la più inquinata), in Ciociaria c'è chi ha fatto peggio nel 2023. A Ceccano, ad esempio, gli sforamenti sono stati 84 e a Cassino pure è andata male con 64 superamenti dei limiti massimi tollerati dalla legge. Le altre centraline Arpa sparse sul territorio ciociaro hanno fatto registrare performance nella norma: Ferentuno 26 sforamenti, Anagni, 17, Frosinone viale Mazzini 16, Alatri 12, mentre Fontechiari è stata l'unica ad avere avuto un percorso immacolato con 0.
Il 2024 è iniziato malissimo: la palma del peggiore va sempre a Ceccano con 30 sforamenti, poi Frosinone Scalo 26, Cassino 18, Ferentino e Alatri 14, Frosinone viale Mazzini 7, Anagni 4 e Fontechiari 0.