Seconda giornata di interrogatori. Dopo aver ascoltato le due persone finite in carcere nell'ambito dell'inchiesta condotta dal sostituto procuratore Adolfo Coletta, e cioè Angelo De Santis e Marino Bartoli, oggi il gip Ida Logoluso interrogherà i sette agli arresti domiciliari. Dovranno fornire la loro versione il direttore generale nonché amministratore delegato della Banca popolare del Frusinate Rinaldo Scaccia (76 anni, di Veroli), il notaio in pensione Roberto Labate (77, di Roma), all'epoca dei fatti contestati con studio a Sora, l'imprenditore verolano Paolo Baldassarra (41), l'avvocato del foro di Roma Gennaro Cicatiello, residente a Veroli (38), il notaio Federico Labate (47), di Roma, e i funzionari della Bpf Luca Lazzari dell'ufficio Corporate, (42), di Roma, e Lino Lunghi dell'ufficio Fidi (51), di Pofi.

Le accuse di cui dovranno rispondere, a vario titolo, sono associazione a delinquere, falso, truffa per erogazioni pubbliche, riciclaggio, autoriciclaggio e una serie di reati finanziari come omesse dichiarazioni, fatturazioni per operazioni inesistenti, indebite compensazioni di imposte, esercizio abusivo di intermediazione finanziaria e infedeltà patrimoniale. Gli arrestati sono assistiti dagli avvocati Pierpaolo Dell'Anno, Giorgio Igliozzi, Sandro Salera, Angelo Testa e Paolo Marandola.

Il clamore e gli altri indagati
La notizia continua a tenere banco in tutta la città. E non solo. Il clamore sollevato dall'operazione della Squadra mobile e della Guardia di finanza è stato un vero terremoto in considerazione dei coinvolti. Oltre alle persone per le quali sono scattate le misure cautelari, infatti, c'è una ventina di indagati. E proprio gli indagati saranno interrogati in una seconda fase, con l'obiettivo di ricostruire nei dettagli gli aspetti di un'inchiesta complessa scattata addirittura nel 2020. È plausibile, quindi, che il cerchio possa allargarsi ancora.

Le aste
Secondo la ricostruzione del giudice per le indagini preliminari, dagli accertamenti che sono stati effettuati nel corso dell'inchiesta «si delineano tre associazioni per delinquere, interconnesse fra loro quanto all'attività di riciclaggio e, due di esse, aventi strutturale influenza nella gestione delle linee di credito della Banca popolare del Frusinate mediante il ruolo primario svolto per il raggiungimento degli obiettivi associativi dal direttore generale (Rinaldo Scaccia, ndr) e da funzionari del Corporate Banking (Luca Lazzari e Lino Lunghi, ndr) oltre che da due notai (Roberto e Federico Labate, padre e figlio, ndr) che redigevano la gran parte degli atti d'interesse per gli associati». Le mire si concentrano anche e soprattutto sulle aste. E questo è uno degli aspetti più interessanti. Secondo quanto emerso, Angelo De Santis e Rinaldo Scaccia in un primo momento sembrano interessati all'acquisto del capannone Mazzocchia ad Alatri per poi puntare al capannone dell'interporto di Frosinone, in via Selva dei Muli, e a quello di Toti Trans in via Le Lame. Un'operazione che dovrebbe essere portata a termine con la società Elemago grazie ai soldi della banca. La società, pur avendo un amministratore, è di fatto gestita da De Santis. Un "particolare" che è noto anche agli altri funzionari dell'istituto di credito.