Continua il presidio ininterrotto degli agricoltori ciociari alle porte del casello autostradale di Ferentino. Molti di loro hanno trascorso la prima notte nel parcheggio Labrofico, lungo via Consortile, completamente occupato dai trattori. Il presidio si sarebbe dovuto chiudere questa sera a mezzanotte, ma ieri gli agricoltori hanno deciso di prorogarlo fino a venerdì o sabato, per poi muoversi alla volta di Roma, dove raggiungeranno i colleghi che stano confluendo da tutta Italia per la grande protesta in Capitale. Ieri mattina hanno invitato il sindaco di Ferentino Piergianni Fiorletta che ha accettato l'invito e poco dopo è giunto sulla Consortile per fare sentire la sua vicinanza ai manifestanti.

Non appena Fiorletta è arrivato accolto da una rappresentanza degli organizzatori, con l'azienda agricola ferentinate "Modica" in prima fila, ha innanzitutto telefonato agli uffici comunali per fare intervenire nel parcheggio in questione la ditta d'igiene urbana "Lavorgna", avendolo trovato poco accogliente, con cartacce, bottiglie e altro disseminati a terra nell'ampio piazzale di sosta. Successivamente abbiamo chiesto un suo parere circa la protesta degli agricoltori italiani: «Condivido i disagi degli agricoltori - ha subito replicato il sindaco di Ferentino, in sintonia con l'assessore Martini -. Va considerato anche che nella nostra zona le aziende agricole sono in calo, alla luce dei sacrifici quotidiani. Ci auguriamo che l'Ue riesca ad andare incontro a queste esigenze, stante il forte malessere e non solo in Italia ma in tutta Europa. Tuteliamo queste persone che fanno tanti sacrifici, anche per la vita degli animali». La protesta è sempre pacifica, ma resta sotto il controllo costante delle forze dell'ordine.

Anche ieri i veicoli di polizia di Stato e polstrada, carabinieri, polizia locale e provinciale, coi lampeggianti accesi erano fermi in ogni incrocio intorno al presidio. In alcuni frangenti gli agricoltori hanno voluto dare dei segnali, senza mai creare problemi alla circolazione stradale, ma solo facendo rombare i motori dei mezzi agricoli accompagnati da colpi di trombe e clacson.