Maxi operazione all'alba condotta da squadra mobile della questura di Frosinone e nucleo di polizia economico finanziaria della finanza. Coinvolti noti professionisti. Due le misure di custodia cautelare in carcere, emesse nei confronti di  Angelo De Santis e Marino Bartoli. Arresti domiciliari, invece per Rinaldo Scaccia, Roberto Labate, Paolo Baldassarra, Gennaro Cicatiello, Federico Labate, Luca Lazzari, Lino Lunghi. Per questi ultimi tre la misura è fissata per due mesi. Disposti inoltre una interdizione alla professione di consulente fiscale e un divieto di esercitare uffici direttivi di imprese.

Maxi operazione di polizia e guardia di finanza all'alba. Emesse undici misure nei confronti di noti professionisti. Per due persone è stata disposta la misura cautelare in carcere per, per altri sette gli arresti domiciliari mentre altre due sono state interdette dall'esercizio di una professione e dall'esercizio di imprese e uffici. Disposto inoltre il sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta, anche per equivalente, del profitto del reato per quasi quattro milioni di euro e del profitto dei delitti di riciclaggio ed auto riciclaggio per un totale di oltre sei milioni e mezzo.

All'esecuzione delle misure si è accompagnata un'attività, in parte ancora in corso, di acquisizione e
sequestro di documenti negli uffici della sede centrale di una Banca e presso le cancellerie delle sezioni
fallimentari e delle esecuzioni immobiliari di alcuni Tribunali, nonché attività di perquisizione degli studi
professionali di un avvocato e di due notai e di diversi altri luoghi nella disponibilità delle persone fisiche
e giuridiche indagate. Per le attività sono stati impegnate, in totale, 147 unità di personale di polizia giudiziaria e 67 autovetture della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato, nonché un'unità cinofila addestrata alla ricerca di denaro contante.

L'investigazione ha preso impulso da confidenze, a suoi interlocutori, di un imprenditore ciociaro, sottoposto ad intercettazioni perché coinvolto in traffici di stupefacenti, sui modi in cui un suo amico imprenditore faceva soldi operando nel settore delle aste giudiziarie e godendo della piena fiducia e dell'appoggio del direttore generale di una Banca.

Nell'ambito di un'indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Frosinone e che vede congiuntamente impegnate le forze della Squadra Mobile della Questura di Frosinone e del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Frosinone, è stata eseguita un'ordinanza emessa, su richiesta del pm, dal gip del Tribunale di Frosinone; l'ordinanza ha disposto misure cautelari.

Le indagini prontamente attivate evidenziavano una più complessa situazione di inquinamento del mercato immobiliare locale e facevano emergere l'attività di più gruppi organizzati che operavano altresì sia nel settore delle truffe per il "super bonus" sia nella creazione di falsi crediti erariali e nella organizzazione di indebite compensazioni sia nel riciclaggio e nell'auto riciclaggio di rilevanti partite di "nero" sia nella esecuzione dei reati fiscali e societari presupposti dall'attività riciclatoria.

Secondo la ricostruzione fornita nella ordinanza custodiale del gip dagli accertamenti effettuati si
delineavano tre associazioni per delinquere, fra loro interconnesse quanto all'attività di riciclaggio e, due di esse, aventi strutturale influenza nella gestione delle linee di credito di una Banca di Frosinone mediante il ruolo primario svolto per il raggiungimento degli obiettivi associativi dal direttore generale e da funzionari del Corporate Banking di quell'Istituto oltre che da due notai che redigevano la più parte degli atti d'interesse per gli associati.

Attesa la complessità del quadro emergente dalle intercettazioni e la necessità di mantenere integra la
riservatezza delle indagini, nel mese di settembre 2021, la Procura promuoveva e coordinava la co-delegazione delle indagini al Nucleo PEF di Frosinone della Guardia di Finanza in modo che svolgesse molteplici accertamenti, rilevamenti e riscontri, tesi a supportare o ricostruire quanto era stato e veniva ascoltato dalla Squadra Mobile della Polizia di Stato in sede di intercettazioni telefoniche.

Il congiunto impulso investigativo si traduceva in una rilettura coordinata delle intercettazioni estese al Direttore Generale dell'Istituto di Credito, ad alcuni funzionari del settore finanziamenti, due Notai ed
altri indagati, con la ponderosa attività di analisi delle fatturazioni e dei finanziamenti erogati dal citato
istituto bancario e con accertamenti di polizia giudiziaria di varia natura, che consentiva di cristallizzare l'attività
criminale del comitato d'affari in tre gruppi operativi interconnessi tra loro e di far emergere nuove
condotte penalmente rilevanti che venivano inscritte quali ulteriori notizie di reato.

All'esito delle investigazioni gli organi di polizia giudiziaria delegati elaboravano e depositavano una informativa congiunta con la quale venivano ricostruite le articolate condotte illecite poste in essere dalla complessa compagine criminale, esponendo la rilevantissima provvista indiziaria acquisita sia dalle intercettazioni che dalle fonti/banche dati consultabili.

Secondo la ricostruzione del gip nella ordinanza custodiale le indagini accertavano efficacemente la
struttura, le interrelazioni e le attività illecite che si muovono dentro ed intorno alla Banca oggetto di
osservazione; si evidenziavano altresì le fittizie intestazioni di quote di molteplici società di capitali che
costituiscono l'interfaccia necessario per l'illecito arricchimento di pochi con inquinamento del sistema
finanziario legato ai mutui per la partecipazione alle aste giudiziarie immobiliari ed allo stesso mercato
immobiliare degli opifici industriali dismessi, con continuate e costanti operazioni di riciclaggio
mediante utilizzo di società cartiere e costanti operazioni fraudolente nei confronti dell'erario.

L' esecuzione dell'ordinanza del gip hanno imposto, per la tutela della genuinità della prova, di procedere contestualmente a molte perquisizioni e a molteplici sequestri dei corpi di reato e delle cose o documenti pertinenti ai reati necessarie per l'accertamento dei fatti.

di: La Redazione

Maxi operazione congiunta all'alba di oggi di polizia e guardia di finanza nel capoluogo ciociaro e a Sora. Le forze dell'ordine stanno dando esecuzione a misure cautelari nei confronti di noti professionisti. Il massiccio numero di auto della guardia di finanza e degli agenti della squadra mobile della questura di Frosinone non è passato inosservato a molti cittadini. Avvistati in particolare nella parte bassa di Frosinone e nella città di Sora.

di: N.F.