Costretti a consegnargli dai 20 ai 40 euro al giorno per acquistare la droga. Davanti al diniego anche le botte e il danneggiamento dei mobili di casa.
Diversi i procedimenti a suo carico, per cui è finito a processo. A quello di maltrattamenti in famiglia si aggiunge quello dell'estorsione, sempre ai danni dei genitori. Nei guai un trentenne di Sgurgola. Nell'udienza di ieri sono stati sentiti la madre e il padre. La prossima udienza è stata aggiornata al 24 maggio per la discussione. L'imputato per la sua difesa si è rivolto all'avvocato Mario Cellitti.

I fatti
I fatti contestati risalgono a inizio del 2022. Il trentenne è finito nei guai per estorsione ai danni del padre e la madre. Genitori che, stando alle accuse, erano costretti a consegnargli, sotto minaccia, i soldi per la droga. «Vi faccio crepare piano piano". Una delle minacce alla coppia.
Il figlio ha diversi procedimenti anche per maltrattamenti in famiglia e violenza privata. Botte e minacce ai genitori davanti al diniego alle sue richieste. In un episodio avrebbe anche rinchiuso in casa i genitori, non permettendo loro di uscire e andare a lavorare.
"Se chiamate i carabinieri, vi ammazzo". Una delle frasi pronunciate dal figlio. Dai genitori pretendeva soldi per la droga e di essere accompagnato nel capoluogo per raggiungere le piazze di spaccio.

In un episodio, stando sempre alle accuse, l'uomo ha colpito il padre con un calcio e la madre alla coscia utilizzando un manico di scopa; ha danneggiato anche i suppellettili di casa e i telefoni cellulari della coppia. In un altro episodio, sempre stando alle accuse, ha chiuso la porta di casa a chiave posizionando poi alcuni mobili davanti al portone, costringendo il padre a non recarsi a lavoro e la madre a non uscire di casa. Fra tre mesi, dunque, la discussione. I genitori non si sono costituiti parte civile nel processo.