Ore 9.36 la Corte d'assise entra in aula: comincia il processo a Roberto e Mattias Toson per l'omicidio di Thomas Bricca.
Sarà un'udienza dedicata a questioni tecniche. Dopo tre ore l'aggiornamento al 1° marzo quando inizieranno a sfilare i primi 12 dei 71 testi citati dalle parti. È prevista un'udienza al mese per esaurire il dibattimento entro fine anno. Gli imputati, Roberto, il padre, e Mattia, il figlio, non c'erano e spesso, come annunciato in aula dai difensori Angelo Testa e Umberto Pappadia, non ci saranno. Una strategia processuale per non innalzare il livello di tensione. Presenti, con gli avvocati di parte civile Nicola Ottaviani e Marilena Colagiacomo, la madre, il padre e la sorella di Thomas. E in aula c'è pure il Comune di Alatri, con l'avvocato Eugenia De Cesaris.
A sostegno dell'accusa il procuratore Antonio Guerriero e il sostituto Rossella Ricca. Rigettate, come già fatto dal gip, le richieste della difesa di procedere con l'abbreviato e annullare l'immediato.

La giornata
La Corte è composta dal presidente Francesco Mancini (lo stesso del processo per l'omicidio di Willy Monteiro), dal giudice togato Marta Tamburro e dai giudici popolari. La difesa dei Toson, con l'avvocato Umberto Pappadia, torna a chiedere di annullare la decisione che ha disposto il giudizio immediato o di ammettere il rito abbreviato, condizionato a una perizia antropometrica sulle fattezze dell'uomo a bordo dello scooter ripreso dalle telecamere che il 30 gennaio di un anno fa ha sparato e ucciso Thomas. Si chiede di trasformare l'accusa da omicidio volontario a preterintenzionale (o come morte in conseguenza di altro reato) facendo venir meno l'aggravante dei futili motivi.

«Se il provvedimento genetico dell'ordinanza di custodia cautelare venisse stravolto non si potrebbe arrivare all'immediato», osserva l'avvocato lamentando «le compressioni difensive». Il riferimento è all'attesa che la Cassazione depositi i motivi con i quali ha annullato, con rinvio, il ricorso della difesa al Riesame. Per il legale, la contestazione del volontario con dolo eventuale «è incompatibile con la premeditazione». Poi Pappadia si interroga: «Se l'ordinanza è annullata sulla gravità indiziaria che fine fa l'immediato?».

Il pm Ricca, richiamando un «orientamento consolidato della Cassazione» chiede il rigetto delle eccezioni. Non prima di aver ricordato, sul ricorso pendente al Riesame, che «la Cassazione ha annullato con rinvio». Secondo l'accusa, «vista la contestazione» l'«abbreviato è inammissibile». Il pm aggiunge: «Qui il tema è che si voleva uccidere una persona, ma se ne è uccisa un'altra». Sull'altra aggravante: «Motivi più futili per uccidere un ragazzo di vent'anni non li so trovare». Per rafforzare il concetto il procuratore Guerriero osserva: «Dobbiamo eliminare due favolette, che il gip avrebbe parlato di dolo eventuale, ma ha detto che lo sparatore voleva sparare a un'altra persona. La seconda che per la Cassazione non ci sono sufficienti elementi, ma la Cassazione poteva cassare senza rinvio. Su alcuni punti le argomentazioni vanno meglio motivate».

Sul punto l'avvocato Ottaviani per la parte civile chiarisce: «La Cassazione non riguarda il profilo probatorio ma quello indiziario, cioè capire se gli indizi sono precisi e concordanti per la misura». Poi sposta l'attenzione sul rischio di scadenza dei termini di custodia: «Non va consentito a chi è accusato di un omicidio così efferato di andare in giro per l'Italia». E sulla premeditazione osserva: «Abbiamo dei soggetti con caschi integrali che non si vogliono far riconoscere. Ci sono il revolver che spara almeno due colpi e le risse».

Sulla premeditazione ragiona l'avvocato Colagiacomo: «È evidente che il tiratore abbia accettato le conseguenze lesive poi verificatesi. Si è procurato lo scooter, ha occultata la targa e si è procurata un pistola a tamburo da killer professionista che non lascia bossoli. Un'azione assistita da premeditazione e futili motivi». Sugli stessi termini l'avvocato De Cesaris: «Non vedo come sia possibile derubricare l'omicidio in preterintenzionale».

Dopo quasi 50 minuti di camera di consiglio la Corte rigetta le istanze. Superata questa fase, la difesa con l'avvocato Testa ottiene di escludere degli atti dal fascicolo del dibattimento, tra cui l'esame autoptico, le intercettazioni nonché - spiega il presidente della Corte - «tutti gli atti non irripetibili e non descrittivi dello stato dei luoghi». Alle ore 12 l'apertura del dibattimento con le richieste di prova e di trascrizione delle intercettazioni telefoniche e ambientali. I testi, facendo la scrematura dei doppioni sono 71, ovvero i 51 indicati dal pm più 7 della difesa e i restanti delle parti civili.

A fine udienza l'avvocato Testa, tornando sul Riesame, osserva: «Sarà interessante capire quali saranno le censure all'ordinanza». Sulla presenza in aula degli imputati, l'avvocato Pappadia rileva: «Verranno in aula quando è necessario e utile. È nostro interesse fare il processo con la giusta serenità». Sulla stessa linea l'avvocato Testa: «La presenza in aula degli imputati è sempre motivo di tensione. Verranno quando ci saranno testi e circostanze alla base dell'ordinanza di custodia. In questo caso è bene che ci siano per confrontarsi con noi». I legali ribadiscono che i loro assistiti si dichiarano innocenti.