Un anno senza i suoi articoli, le sue rubriche, le sue pagelle, il suo "Eccidio settimanale". Un anno senza i suoi eventi. Un anno senza i suoi scatti, anche "rubati", nelle piazze, nelle aule consiliari, sulla strada. Amava stare in mezzo alla strada a "fiutare" le notizie, a vedere con i suoi occhi ciò che poi avrebbe raccontato ai suoi lettori o telespettatori. E proprio con una delle sue foto, stampata sul manifesto funebre a un anno dalla scomparsa, ritratto con la sua inseparabile macchina fotografica e con il microfono, intento a svolgere il lavoro che amava, la famiglia ha voluto ricordarlo annunciando la messa in suffragio a un anno dalla scomparsa, del giornalista verolano Egidio Cerelli. La messa sarà officiata domenica prossima nella chiesa del Santissimo Crocifisso.

Il 2 febbraio dello scorso anno la notizia della morte del giornalista Egidio Cerelli. Il suo cuore ha smesso di battere in un letto dell'ospedale "Fabrizio Spaziani" di Frosinone, dove era ricoverato da diverse settimane. Aveva 76 anni e un lungo bagaglio di esperienze che ha tramandato a tanti giornalisti. Una carriera lunga la sua, fatta di impegno e sacrifici. Domenica prossima, dunque, 4 febbraio, sarà ricordato con una messa che sarà celebrata alle ore 11 nella chiesa parrocchiale del Santissimo Crocifisso nella sua città, Veroli.

Ora, con la sua immancabile macchinetta fotografica che teneva sempre al collo e la sua sagace penna, starà sicuramente continuando a scrivere da Lassù. "La morte non esiste: c'è l'anima che ama Dio; e Dio è quaggiù e lassù (Chiara Lubich)". La frase che la moglie Assuntina e i figli Danilo e Alfonso hanno voluto far scrivere sul manifesto dell'anniversario di morte del loro caro.