L'incontro
02.02.2024 - 09:41
Don Luigi Ciotti ieri ha incontrato i ragazzi dell'istituto di istruzione superiore “Alessandro Volta” di Frosinone
La sacralità delle istituzioni, il coraggio, l'importanza di far emergere sempre il positivo nelle cose, la speranza, la giustizia sociale, il senso di responsabilità, la legalità e la cultura per un risveglio delle coscienze e per avere la libertà. Questi i punti principali affrontati da don Luigi Ciotti, fondatore prima del Gruppo Abele come aiuto ai tossicodipendenti e alle altre varie dipendenze, poi dell'associazione "Libera" contro i soprusi delle mafie, durante l'incontro presso la sala conferenze dell'istituto di istruzione superiore "Alessandro Volta" del capoluogo, in un intenso confronto con gli studenti.
Saluti della dirigente scolastica del Volta, Maria Rosa Villani, del prefetto di Frosinone Ernesto Liguori e dell'assessore alla pubblica istruzione Valentina Sementilli, che ha portato i saluti del sindaco Riccardo Mastrangeli (impossibilitato a partecipare). Una vita spesa all'insegna della solidarietà, quella di don Luigi Ciotti, l'uomo simbolo della lotta alle tossicodipendenze, prima, e alle mafie, poi. Una vita spesa per la solidarietà, nel percepire gli altri «non solo fuori, ma anche dentro di noi. Io rappresento un "noi", fatto di tante storie e di tante persone, non un "io"».
Durante l'incontro con gli studenti, don Luigi Ciotti ha rivendicato l'importanza delle istituzioni, da proteggere e rispettare, sottolineando anche il ruolo cruciale della scuola e la vocazione degli educatori «sappiate distinguere tra i seduttori e gli educatori, che invece vogliono rendervi persone libere. Diffidate da chi parla di voi, ma non parla con voi. Voi avete bisogno di essere ascoltati».
L'importanza dell'ascolto, del dialogo, del fare proposte indicando percorsi ed assumendosi le proprie responsabilità, facendo emergere le cose belle e positive da cui siamo circondati, perché sono queste a donare speranza. Ma anche l'importanza della solitudine -da non confondere assolutamente con l'isolamento- quale momento di consapevolezza e di crescita «ragazzi, io vi auguro tanta solitudine, perché è in essa che noi vediamo il nostro mondo interiore e percepiamo le nostre emozioni».
Nel suo articolato discorso, Ciotti si è soffermato su quanto importante sia il continuo rinnovamento nella lotta contro le mafie «l'ultima mafia è sempre la penultima - l'imperativo di rigenerarsi. Tocca a noi impedirlo, non solo alle istituzioni, ma anche a noi come cittadini. La lotta alla mafia riguarda tutti, nessuno può sentirsi estraneo» e, rivolgendosi a tutti gli studenti presenti in sala, li ha esortati ad essere agenti di cambiamento, investendo nello studio e nella conoscenza, perché «la mafia mette le sue radici in terreni fragili. La responsabilità è la spina dorsale che regge la democrazia del nostro paese ed è anche l'architrave di ogni processo educativo. Ognuno è chiamato a fare la propria parte. Ragazzi, vi prego, la società ha proprio bisogno di voi, della vostra linfa vitale, della vostra creatività. C'è bisogno di voi!».
L'incontro ha avuto quale obiettivo la sensibilizzazione dei più giovani sul tema della legalità e della lotta alla criminalità organizzata "A fare differenza oggi è l'indifferenza". Nel corso dell'incontro, si è parlato dell' appuntamento previsto per il prossimo 21 marzo a Roma, in occasione della ventinovesima edizione della "Giornata nazionale della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie", dal titolo "Roma città libera".
«Le emozioni sono legittime, fanno parte della nostra dimensione e della nostra vita, ma non devono limitarsi a rimanere emozioni perché, se non diventano sentimenti profondi, passano. I sentimenti profondi devono accompagnarvi lungo il vostro percorso».
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